La droga sull’asse Villaseta-Palermo, assolti tutti gli agrigentini
Assolti i presunti vertici della famiglia mafiosa di Villaseta e altri due agrigentini
Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo, Filippo Serio, ha assolto tutti gli agrigentini coinvolti in un’inchiesta su un traffico di stupefacenti sull’asse Agrigento-Palermo ma anche con diverse cessioni effettuate a Lampedusa e in altre zone della Sicilia.
Si tratta di Pietro Capraro (difeso dall’avvocato Teres’Alba Raguccia), ritenuto il boss della cosca mafiosa di Villaseta, già detenuto proprio in seguito al maxi blitz contro Cosa nostra agrigentina scattato nel dicembre scorso. L’accusa nei suoi confronti aveva chiesto 7 anni di reclusione. Guido Vasile (difeso dall’avvocato Salvatore Cusumano), anche lui ritenuto dagli inquirenti un uomo d’onore della stessa famiglia mafiosa per il quale il pm aveva proposto l’assoluzione. E ancora sono stati assolti Emanuele Greco (difeso dall’avvocato Salvatore Pennica) e Giuseppe Greco (difeso dall’avvocato Salvatore Virgone): per il primo la proposta era di 4 anni e 8 mesi di reclusione mentre per il secondo 2 anni e 4 mesi.
A Capraro e Vasile, in particolare, viene contestata la detenzione e la cessione di un chilogrammo di cocaina ad alcuni palermitani per un corrispettivo di 34mila euro. Ai Greco, in concorso con Palumbo e Consiglio, viene contestata la partecipazione alla vendita di una partita di hashish dal peso complessivo di oltre 9 chilogrammi. L’inchiesta – eseguita dai militari della Guardia di Finanza – risale al 2022.

