Agrigento

Agrigento, buca in strada provocò la morte di Chiara La Mendola: condannati due dirigenti del Comune

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha appena emesso sentenza riguardante il processo originato dalla morte di Chiara La Mendola, 24enne agrigentina, rimasta vittima di un tragico incidente stradale lungo via Cavaleri Magazzeni la sera del 30 dicembre 2013. Il processo è a carico del dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Principato, e […]

Pubblicato 8 anni fa

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha appena emesso sentenza riguardante il processo originato dalla morte di Chiara La Mendola, 24enne agrigentina, rimasta vittima di un tragico incidente stradale lungo via Cavaleri Magazzeni la sera del 30 dicembre 2013.

Il processo è a carico del dirigente dell’Ufficio tecnico comunale, Giuseppe Principato, e del funzionario, Gaspare Triassi, responsabile del servizio strade comunali, entrambi imputati di omicidio colposo ed entrambi condannati ad un anno di reclusione, perché non avrebbero vigilato sul dissesto stradale che ha causato l’incidente.

Il pubblico ministero aveva chiesto condanna ad un anno e mezzo di reclusione per il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale e per il funzionario dello stesso ufficio responsabile del servizio di manutenzione stradale perché a suo parere la morte di Chiara poteva essere evitata se la buca mortale presente sul selciato causa del terribile incidente, fosse stata riparata.

I difensori degli imputati sono gli avvocati Giuseppe Scozzari, Nicola Grillo e Antonino Manto.

I familiari di Chiara La Mendola sono costituiti parte civile. Ignazio La Mendola con l’avvocato Salvatore Pennica, e poi Marco e Lillo La Mendola con l’avvocato Giuseppe Arnone.

In precedenza, il Tribunale (giudice monocratico Maria Alessandra Tedde) aveva assolto l’81enne Giuseppe Valenti, ex insegnante, era alla guida della Nissan Micra con cui andò ad impattare Chiara La Mendola, caduta dallo scooter in seguito ad una buca presente lungo la carreggiata. Il giudice ha escluso una colpa dell’automobilista assolvendolo  “perché il fatto non costituisce reato”

Secondo il tribunale, la vittima, dopo avere urtato con la ruota in un fosso, andò a sbattere contro la Nissan Micra guidata da Valenti che procedeva in direzione opposta.

 

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