Agrigento: un manipolo di poeti sulla strada della legalità

Diego Romeo

Agrigento

Agrigento: un manipolo di poeti sulla strada della legalità

di Diego Romeo
Pubblicato il Ago 5, 2017
Agrigento: un manipolo di poeti sulla strada della legalità

La poesia ha regnato sovrana nell’incontro del Caffè letterario “Sulla strada della legalità” promosso dalla questura agrigentina sulla terrazza del suo centro balneare a San Leone, presente il questore Maurizio Auriemma.
Dietro le quinte, i collaboratori del moderatore Enzo Alessi che hanno assunto il ruolo di tecnici per la buona riuscita di uno “spettacolo-confessione” che ha visto alla ribalta un manipolo di noti poeti sempre attivi anche laddove il tocco di poesia viene richiesto.
Ed è stato anche un tocco di grazia poetica che allevia la severità e il rischio delle azioni poliziesche di tante narrazioni che vengono e verranno prospettate nel corso dei circa undici eventi letterari proposti e che si concluderanno l’8 settembre.
Un incontro d’eccezione, per la cronaca, sarà il prossimo fissato per l’11 agosto. Protagonista “Il comandante Alfa”, uno dei fondatori del Gis dei carabinieri. Una famosa “testa di cuoio” costretta all’anonimato e che probabilmente dovrà presentarsi a volto coperto. Insomma, si prevede un brivido letterario e umano che ci farà scendere negli inferi di una vita segreta e votata al rischio. Per noi e per la democrazia.
Intanto ieri sera sono usciti allo scoperto un bel drappello di poeti che Enzo Alessi ha coordinato con il “polso “registico che gli conosciamo. Confessione in versi tra pubblico e privato. Anzi oseremmo dire “rivelazioni intimiste” che il regista ha tirato fuori rivestendo il ruolo di Pigmalione e rindossando, a sua volta, quelle di attore anche queste a lui usuali nel corso di decenni votati al teatro che definire semiprofessionali, è riduttivo.
E sulla scena improvvisata della “terrazza” del centro balneare si è notata la bravura di Giovanna Dominici e Sal Valenti, attori scelti per l’interpretazione di alcuni brani pirandelliani e del “lancio” di proverbi siciliani che come sempre, nel nostro immaginario, sono più rumorosi di una granata. Alessi lo sa che fanno audience e ce li ha riproposti insieme al solito (ma mai inutile) brano della corda civile e della pazza. Un dilemma che continuerà ad affliggere tutti nella notte dei tempi.
E se non ci potremmo mai stancare (e liberare) di Pirandello e dell’alta letteratura, non sarà facile dribblare le intenzioni dei poeti chiamati a raccolta da Alessi. A iniziare da quell’Enzo Argento indicato dallo stesso Alessi come “impossibilitato ormai a partecipare a concorsi di poesia perché li vince tutti”.


Insomma un pericolo pubblico poetico da sorvegliare con braccialetto elettronico mentre in libertà provvisoria sarebbero da considerare le altre personalità che vanno da Lia Lo Bue (suoi romanzi e poesie hanno attraversato questo caffè letterario) e non sono da meno, nello straordinario e variegato paesaggio dei versi e delle parole, Tonino Butticè, strenuo oppositore della 104 e sornione traduttore in siculo di episodi omerici riguardanti Ulisse; Franca e Anna Vitello; Carmelo Capraro critico letterario, fotografo e poeta incipiente; Daniela Ilardi che dedica il suo ricordo in versi al padre poliziotto; Girolamo La Marca poliedrico personaggio ravanusano che si aggira sempre tra suoi versi, pitture, sculture e messe in scena teatrali; Maria Giuseppina Terrasi che da anni collabora alle biografie degli invitati al Caffè letterario e al contempo professa giornalismo e versi.
Senza dimenticare il giovane chitarrista Giovanni Croce, allievo dell’Istituto musicale di Ribera che ha sperimentato in pubblico le sue composizioni, potremmo non dirci preoccupati per l’epidemia “versaiola”.
Solo che bisognerà vigilare su eventuali vaccini che certe lobby societarie, attive nelle 24h, vorrebbero propinare. In poesia, ben vengano gli autistici.

mi-piace

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