Agrigento, tutto pronto per la due giorni del convegno nazionale sull’ictus ischemico

Irene Milisenda

Agrigento

Agrigento, tutto pronto per la due giorni del convegno nazionale sull’ictus ischemico

Pubblicato il Mag 9, 2019
Agrigento, tutto pronto per la due giorni del convegno nazionale sull’ictus ischemico

Ad Agrigento presso la sala conferenza dell’Hotel della Valle Giuseppe Caramanno, direttore U.O. Emodinamica e Cardiologia Interventistica H Agrigento,  insieme al cardiologo Diego Milazzo hanno presentato alla stampa il convegno nazionale che si svolgerà domani 10 e sabato 11 Maggio rivolto ai cardiologici dal titolo: “La rivoluzione nella terapia dello Stroke ischemico. Dagli interventi di prevenzione alla trombolisi sistemica ed alla terapia endovascolare” . 

Lo “Stroke ischemico” è un ictus celebrale, cioè la morte di una parte del tessuto cerebrale dovuta a un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cervello in seguito al blocco di un’arteria. Una malattia che rappresenta in Italia la terza causa di morte e la prima causa assoluta di disabilità. Riconoscere i sintomi dell’ictus e curarlo in tempo (entro 4 – 6 ore dall’insorgenza), ma i benefici possono essere estesi anche entro 24 ore in alcuni pazienti, può evitare danni permanenti quali paralisi, perdita della vista e della parola o anche morte del paziente.

Oggi il trattamento di questa malattia è effettuato nelle Stroke Unit mediante due procedure: la somministrazione di farmaci fibrinolitici per via endovenosa (con una efficacia pari al 50%) in grado di sciogliere il trombo e la rimozione meccanica del trombo per via intrarteriosa (con una efficacia di oltre l’90%) mediante tecniche innovative di radiologia interventistica”, ha dichiarato il direttore Giuseppe Caramanno.  
Già nella nostra Unità operativa, all’ospedale ‘San Giovanni di Dio’ ad Agrigento, sono stati trattati due pazienti con risultati ottimali. Bisogna fare presto, sollecitando la collaborazione della Neurologia di Agrigento e quindi i decisori pubblici regionali affinché affrontino tale problema in maniera semplice coinvolgendo le emodinamiche siciliane, che sono distribuite capillarmente su tutto il territorio a differenza delle neuroradiologie interventistiche. E’ assolutamente il caso di evitare inutili e dannose discussioni che non farebbero altro che danneggiare il paziente bisognoso di soccorso immediato”, ha concluso il primario Caramanno.

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