Aldo Piazza: “Ricandidarmi a sindaco di Agrigento è un atto dovuto”
Senza mezzi termini abbiamo definito “cinica” la campagna elettorale che è stata avviata. Al solito si parla dei candidati come fossero pedine di una scacchiera mosse da chissà quali burattinai, si tirano fuori i vecchi arnesi dei sondaggi privatistici che intorbidano e non orientano, si procrastinano conferenze stampa e dichiarazioni definitive con un attendismo ricco […]
Senza mezzi termini abbiamo definito “cinica” la campagna elettorale che è stata avviata.
Al solito si parla dei candidati come fossero pedine di una scacchiera mosse da chissà quali burattinai, si tirano fuori i vecchi arnesi dei sondaggi privatistici che intorbidano e non orientano, si procrastinano conferenze stampa e dichiarazioni definitive con un attendismo ricco di gossip e dicerie. I candidati sinora usciti allo scoperto, avviando la campagna elettorale, sono cinque: il medico Franco Miccichè, già assessore comunale della Giunta Firetto; il sindaco uscente Calogero Firetto, due ex sindaci come Marco Zambuto e Aldo Piazza ed un altro ex assessore, l’avvocato Davide Lo Presti. Tutti di area centrodestra. Ancora nulla viene fuori da M5S e Pd.
Circolano persino i primi posterbus come quello di Zambuto che porta a spasso il manifesto Agrigento libera 2020.
Insomma siamo alle solite e la città appare già stanca e lacerata.
Grandangolo con il suo direttore Diego Romeo comincia una serie di interviste con i candidati noti iniziando con Aldo Piazza.
Questa mi pare sia la prima intervista ad ampio raggio che lei concede. Lei è stato sindaco di Agrigento per cinque anni e mezzo, vogliamo chiarire i suoi nuovi intendimenti per la città?
“Vengo fuori da una lunga riflessione perché da quando sono rientrato da Roma ho avuto modo di parlare con la gente, di capire la situazione generale, guardare il territorio, verificare il disagio e le difficoltà delle famiglie, i servizi che non vanno. Tanti amici che mi conoscono dopo aver fatto politica per tanti anni mi hanno sollecitato a scendere in campo. Ritengo, ma è chiaro a tutti, che oggi la politica vada rifondata, è molto distante dal cittadino, la politica ha perso quasi la sua umanità a favore dei cittadini, della gente che soffre. Questa constatazione mi porta a dire oggi che ricandidarmi per me è un atto dovuto”.
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