Agrigento

Capitale della Cultura 2025, la Corte dei conti produrrà un nuova relazione

I magistrati attendono la fine delle attività di rendicontazione per passare al vaglio tutto con un ultimo referto sulla gestione

Pubblicato 2 ore fa

L’uso di terminologia tecnica e forestierismi sembra quasi voler stemperare la gravità dei fatti, ma non basta a nascondere l’interesse dei cronisti né l’attività degli organi di controllo.

La Corte dei Conti in Sicilia, inaugurando l’anno giudiziario con la relazione sull’attività del 2025, ha puntato i riflettori sulla gestione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura. La sezione presieduta da Maria Rachele Anita Aronica ha incluso l’evento tra i temi caldi, analizzandolo sotto il profilo della corretta gestione finanziaria.

Nella relazione sull’attività svolta lo scorso anno, si parla ad un certo punto di una serie di temi sui quali si è concentrata l’attività dei magistrati tra cui, ovviamente, una “indagine-referto” su Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, scandagliata “nell’ambito delle attività di controllo sulla sana e buona gestione finanziaria”.

I due documenti prodotti dalla Corte sono noti, e l’ultimo risale a fine ottobre 2025, cioè il “referto definitivo” dell’attività di accertamento. In quel documento, si legge nella relazione firmata nei giorni scorsi, “si è preso atto del progressivo miglioramento del quadro gestionale nonostante i consistenti ritardi iniziali”. Insomma, un giudizio agrodolce. Tuttavia il passaggio riguardante Agrigento 2025 rientra dentro un capitolo molto specifico della relazione in cui la presidente Aronica parla di “diversi profili critici da assoggettare a futuri follow up”.  Cosa sono questi “follow up”? Molto semplicemente una nuova fase di verifica, una prosecuzione di quanto già fatto.

I magistrati contabili attendono ora il completamento delle procedure burocratiche e delle rendicontazioni finali per esprimere un parere definitivo. Restano però sullo sfondo le pesanti criticità già rilevate e falle organizzative e attuative tali da mettere a rischio l’obiettivo principale del progetto: generare un reale slancio sociale ed economico per il territorio. Saranno i futuri accertamenti a stabilire se tali timori si siano concretizzati o meno.

Intanto, nei giorni scorsi, la Fondazione 2025 è stata sciolta anticipatamente dai soci per completamento del proprio scopo societario, anche se originariamente sarebbe dovuta rimanere operativa fino al 2028.

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