Agrigento

Elezioni provinciali, quel patto Fi, Mpa, Pd e M5S per fare la guerra a Cuffaro

Dagli atti d'indagine emerge lo scontro a distanza dentro il centrodestra che ha visto l'impegno del "campo largo": FDI pronta ad espellere il consigliere infedele

Pubblicato 2 ore fa

“Hanno fatto questa alleanza ibrida qua, non è che è un’alleanza minchia…vedi che c’è Forza Italia, quello Di Mauro e una lista civica che sono PD e parte dei Cinque Stelle”.

Luigi Sutera Sardo e Dino Caramazza, sono entrambi intercettati nel contesto dell’inchiesta “Appalti e mazzette” nella quale sono entrambi indagati e per la quale finirono in carcere al momento del blitz. Parlano al telefono della vittoria alle elezioni provinciali di Giuseppe Pendolino, formalmente il candidato di Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo ma, alla fine, sostenuto da una fronda trasversale che toccherà anche Fratelli d’Italia, partito che sulla carta sosteneva l’altro candidato presidente, il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino. L’obiettivo del “Mister X” dell’inchiesta, cioè Di Mauro, era ottenere la guida dell’ente di area vasta, ma la partita in ballo era più ampia.

A dirlo è sempre Luigi Sutera Sardo, parlando con un altro indagato eccellente, cioè Salvatore Alesci. “Riccardo contro a Cuffaro. Tutti gli altri sono fuori inc… quindi se perdono questa Cuffaro li schiaccia, non lo fa muovere più…”. E’ quindi naturale che, subito dopo la vittoria di Pendolino, Sutera Sardo e Caramazza guardino agli sconfitti. Vae victis, del resto. “Le prime botte già le ha prese Cuffaro!” dice il primo, lasciando intendere che ci saranno conseguenze politiche per quanto avvenuto ad Agrigento. “Che vuoi… Ste cose sempre scosse…e come sai quando viene il terremoto e poi ci sono le
scosse di assestamento”.

Una campagna elettorale fittissima, che Di Mauro, dicono le carte, ha condotto guardando al pacchetto dei voti avversari e rivolgendosi anche agli imprenditori favaresi, particolarmente attivi nel ricercare agganci trasversali per ottenere un voto in favore, con l’obbligo ovviamente – come ha raccontato Grandangoloagrigento.it – di certificare la preferenza con una foto della scheda elettorale. “Devi cercare voti di quelli che non votano per noi! No di quelli che votano per noi!” dice, rivolto ad un assessore di Licata proprio il deputato regionale Mpa.

Un contesto in cui, come era prevedibile, sono arrivate le prime reazioni. “Quanto emerso dalle notizie di stampa sull’inchiesta della Procura di Agrigento e sulle elezioni del Libero Consorzio è di estrema gravità e merita di essere chiarito fino in fondo e Fratelli d’Italia non farà sconti a nessuno”. A dirlo, in una nota, sono il commissario regionale Luca Sbardella e il presidente provinciale Adriano Barba. “PD e Movimento 5 Stelle – continuano – la smettano, dunque, di impartire quotidiane lezioni di morale agli altri e facciano i conti con quanto sta emergendo. Attendiamo di conoscere l’identità del consigliere comunale del nostro partito che, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe votato in difformità dalla linea politica indicata e fotografato la scheda elettorale. Una volta accertati i fatti, saranno adottati i conseguenti provvedimenti politici e disciplinari” tuonano ancora Sbardella e Barba.

I due, infine, tornano ad avanzare una richiesta che il partito aveva già fatto quando l’ombra del voto controllato si allungò sulle elezioni nei mesi scorsi: “Riteniamo che vi siano elementi tali da rendere necessaria un’immediata verifica, da parte delle autorità competenti, dei presupposti per lo scioglimento degli organi dell’Ente”.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FUNZIONA
Grandangolo Settimanale N.30/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.30/2026
Pagina 1 di 15
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv