Enzo Abate: ”Agrigento potrà avere una stagione concertistica”

Diego Romeo

Agrigento

Enzo Abate: ”Agrigento potrà avere una stagione concertistica”

di Diego Romeo
Pubblicato il Gen 6, 2019
Enzo Abate: ”Agrigento potrà avere una stagione concertistica”

Questa della Filarmonica e Coro inserita nel  “Teatro Pirandello” mi sembra una bella sorpresa di inizio anno. Sappiamo che lei  ha lavorato tantissimo alla sua realizzazione.  Ci può raccontare questo iter che, come tutte le “cose di Girgenti” sarà stato periglioso ?

“Tutto è iniziato in modo molto naturale. In passato avevo avuto modo di ascoltare alcuni concerti della filarmonica Demetra con il coro Free Melody e ne avevo apprezzato l’alto livello artistico. Nel dicembre del 2017 dopo un loro concerto di pregevole livello qualitativo eseguito a Siculiana, nel complimentarmi col maestro Cusumano gli dissi a chiare lettere che per la particolare professionalità dimostrata e la pregevole esecuzione dei vari brani, la sua orchestra e coro meritavano di diventare orchestra e coro del Teatro Pirandello e che mi sarei personalmente attivato affinchè si potesse raggiungere questo obiettivo. Nel gennaio 2018 parlai immediatamente col sindaco e successivamente col direttore generale elogiando le qualità della Filarmonica, del coro, dei solisti e del maestro Cusumano nel creare un organico di così alta professionalità. Ricevetti da entrambi piena fiducia e ampia disponibilità nel portare a buon fine questo progetto. Fra l’altro al Teatro e quindi alla Fondazione mancava questo importante tassello della presenza di una Filarmonica e un coro come al contrario avviene per i più prestigiosi teatri d’Italia e quindi mi sono adoperato affinchè  tutto andasse a buon fine. E così oggi anche Agrigento può fregiarsi di avere in seno alla Fondazione Teatro Pirandello la sua Orchestra filarmonica, un coro polifonico di adulti e un coro di voci bianche per un organico complessivo attuale di ben 150 persone. Credo quindi che sotto l’aspetto culturale per Agrigento la fine del 2018 e l’inizio del 2019 sono due date molto importanti. Il 2018 si è concluso con l’evento dell’immissione in seno alla “Fondazione” dell’orchestra filarmonica con il coro polifonico e il 2019 è iniziato in modo splendido con il Concerto di Capodanno eseguito per la prima volta dalla sua riapertura (ma forse addirittura dalla sua inaugurazione del 12 gennaio 1881) dall’orchestra e coro del Teatro Pirandello. Un evento di grande importanza e prestigio per la città che al di là dello spettacolo del 1 gennaio in se, apre scenari culturali che credo ancora molti non hanno compreso appieno. Un tempo ad Agrigento c’era un notevole fermento culturale con tante iniziative e quasi tutte di notevole spessore e valore anche internazionale. Oggi non è più così,  tutto è stato ridimensionato ma vi sono luoghi come i Teatri che definirei incubatori educativi e formativi che hanno la capacità non solo di essere luoghi dove attraverso l’arte scenica  in generale si presenta la cultura sotto molteplici aspetti, ma anche la capacità di attrarre e mettere in luce nuovi talenti e potenziali artisti che potranno diventare un giorno futuri artisti professionisti”.

Per la realizzazione del coro e voci bianche e per quello che si è ascoltato nel concerto di capodanno è sembrata davvero eccezionale. Che difficoltà ci sono state ?

“I bambini nella loro esibizione sono stati bravissimi e ci hanno regalato delle bellissime emozioni. Abbiamo fatto le selezioni distribuendo in quasi tutte le scuole della città dei moduli di partecipazione rivolti ai ragazzi di 4 e 5 elementare e prima media e abbiamo avuto un’adesione iniziale di 120 bambini. Successivamente i maestri Antonio Cusumano e Debora Randazzo hanno selezionati i più intonati e portati al canto. Come difficoltà nel vero senso del termine non ne abbiamo avuto, anzi immediatamente abbiamo riscontrato un notevole entusiasmo sia da parte dei bambini, ma principalmente dai genitori, entusiasti di questa bellissima esperienza che stavano facendo i loro figli. Fra l’altro cantare accompagnati da un’orchestra filarmonica con un coro Polifonico di adulti in un luogo prestigioso come il nostro teatro non capita tutti i giorni”.   

Le prospettive e i programmi per il futuro dell’orchestra tra cui i concerti fuori Agrigento che dovrà necessariamente organizzare, dell’aspetto finanziario cosa può dirci ?    

“Le prospettive e i programmi futuri sono ambiziosi e da parte nostra non mancherà certamente la voglia, la disponibilità, l’impegno nel riuscire a portarli a buon fine. A breve ripartiremo con le selezioni per ampliare il coro di voci bianche, e  per musicisti, coristi, e la creazione di un’orchestra giovanile. Con il direttore della Filarmonica il maestro Antonio Cusumano, coadiuvato dal fratello Salvatore, responsabile dell’orchestra si è anche pensato di creare con una sezione ridotta della Filarmonica un’orchestra per musica da camera. C’è la volontà di programmare una stagione concertistica, per poi puntare fra qualche anno con i giusti finanziamenti alla messa in scena e quindi la produzione di un’opera. Il tutto naturalmente sviluppato attraverso una politica dei piccoli passi e ovviamente sulla base delle risorse economiche che avremo a disposizione. Naturalmente per i concerti fuori Agrigento contiamo di inserirci nei circuiti delle varie programmazioni estive per ottenere i giusti ritorni finanziari per tutti. In ultima analisi, i programmi ci sono, la professionalità non ci manca speriamo che chi ha le risorse economiche ci sostenga in questi progetti che potranno essere soltanto un valore aggiunto al nostro territorio”.        


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