I giudici mettono la museruola ad Arnone: no detenzione, affidamento in prova (costretto a lavorare) e comunicazione limitata
Un anno e quattro mesi di reclusione, da scontare in maniera alternativa e con una serie di prescrizioni che ne limitano la liberta personale. Soprattutto quella di parola, di comunicazione con gli altri usando i sistemi tanto cari al condannato (nel dettaglio, più avanti, le prescrizioni specifiche). Tutto sommato è andata bene a Giuseppe Arnone, […]
Un anno e quattro mesi di reclusione, da scontare in maniera alternativa e con una serie di prescrizioni che ne limitano la liberta personale.
Soprattutto quella di parola, di comunicazione con gli altri usando i sistemi tanto cari al condannato (nel dettaglio, più avanti, le prescrizioni specifiche).
Tutto sommato è andata bene a Giuseppe Arnone, pluricondannato in via definitiva per diffamazione che inciampa in una banale vicenda di contesa politica con tre esponenti del Pd (Epifanio Bellini, Domenico Pistone e Angela Galvano) finendo per essere punito per calunnia rischiando di finire in gattabuia.
I giudici del Tribunale di sorveglianza di Palermo (presidente Giancarlo Trizzino, Federico Romoli (estensore) le esperte Serena Giunta e Raffaella Milia) hanno avuto una mano semi-morbida e pur non mandando alla detenzione l’Arnone, furioso più che mai, gli impediscono parzialmente di muoversi e totalmente di comunicare. E questa è la vera condanna per Arnone che ieri, consapevole che non avrebbe potuto più impazzare sul web e con manifesti e striscioni, prima della notifica dell’ordinanza si è scatenato pubblicando su you tube cinque video gravidi di contumelie arrivando persino ad insultare il procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, sinora tenuto timidamente fuori dal novero dei bersagli arnoniani.
Dunque, Arnone è stato affidato in prova – nonostante la richiesta del procuratore generale Rita Fulantelli che invocava la detenzione – alla “Confraternita di Misericorda”, gestita dal mitico ex consigliere comunale degli anni 90, Giovanni Russo Cirillo, noto anche per alcuni video postati sui social gravidi di imbarazzanti ilarità. Ci andrà due volte la settimana, il lunedì e il sabato. La prescrizione più grave, udite udite, è quella di mandarlo a lavorare, si avete letto bene, nei suoi studi di via Minerva e via Mazzini. Tranne la domenica. Prescrizione ritenuta fondamentale per il recupero e rieducazione del condannato.
Tuttavia, Arnone dovrà osservare, tra le altre, le seguenti vere prescrizioni:
Obbligo di presentarsi entro dieci giorni del presente provvedimento al direttore dell’Ufficio Esecuzione penale esterno di Agrigento, munito di copia del provvedimento e di tenersi in contatto periodicamente con detto ufficio, con la frequenza che verrà indicata dagli operatori dell’Ufficio stesse; obbligo di non uscire dalla propria abitazione prima delle ore 7 e di rincasare entro le ore 22; divieto di allontanarsi dall’ambito territoriale del Comune di residenza senza la preventiva autorizzazione del magistrato di sorveglianza; obbligo di continuare a domiciliare all’indirizzo di Agrigento e di non mutare domicilio senza la preventiva autorizzazione del magistrato di sorveglianza competente e comunicazione all’Uepe; divieto di porre in essere manifestazioni pubbliche (attraverso affissioni di manifesti, volantinaggio, realizzazione o partecipazioni a trasmissioni televisive o su web, post su facebook o altri mezzi telematici, comizi e quant’altro di simile) realizzare pubblicazioni, articoli di stampa o quant’altro di simile che abbiano contenuto oggettivamente e palesemente offensivo nei confronti di soggetti pubblici o privati o anche solo violativo del decoro delle istituzioni; obbligo di tenere buona condotta nella vita sociale, innanzi alle Autorità giudiziarie e nell’esercizio della professione indicati nella parte motiva.
I giudici nell’ordinanza scrivono anche che delega il direttore dell’Uepe di Agrigento, o funzionario del medesimo ufficio dallo stesso subdelegato, al rilascio di autorizzazioni al soggetto limitatamente a spostamenti in ambito provinciale, e/o modifiche temporanee degli orari di permanenza nel domicilio, ricollegabili a comprovate serie e documentate ragioni familiari, sanitarie, burocratiche, giudiziarie o di lavoro; il contenuto di dette autorizzazioni dovrà di volta in volta, essere previamente comunicato all’Autorità di P. s. preposta ai controlli.
L’esito positivo dell’a prova estingue la pena ed ogni altro effetto penale.
La misura è revocabile qualora il comportamento del condannato si appalesi incompatibile con la prosecuzione della prova.
Adesso si aspettano i prossimi eventi.
Arnone riuscirà a comportarsi come impongono i giudici?
E appena la sentenza di condanna per aver calunniato il giudice Marino diventerà definitiva (altri due anni e mesi di pena), Arnone cosa farà, chiederà la grazia al presidente della Repubblica come sembra intenzionato a fare adesso?





