Agrigento

Inadempienze Aica, le sigle sindacali chiedono la procedura di raffreddamento per i dipendenti

La nota a firma della FILCTEM-Cgil, FEMCA-Cisl, UILTEC-Uil

Pubblicato 1 mese fa

Le sigle sindacali FILCTEM-Cgil, FEMCA-Cisl, UILTEC-Uil, per le inadempienze della società AICA, e avendo già dichiarato lo stato di agitazione all’Azienda e inoltrata formale denuncia all’Ispettorato Territoriale di Agrigento lo scorso novembre 2023, nel dichiarare la volontà di sciopero, chiedono che venga esperito il raffreddamento previsto dalla legge 146/90 e s.m.i. nella sede istituzionale della Prefettura di Agrigento.

“L’Azienda rifiuta di affrontare in modo serio e strutturale le problematiche di sicurezza
impiantistiche, esponendo gravemente i lavoratori a pericoli. Ad oggi la situazione sicurezza
risulta incontrollata da parte dell’Azienda, incapace di una analisi e pianificazione degli interventi da porre in essere al fine di regolarizzare, dal punto normativo, tutti gli impianti, gli unici interventi realizzati in fase emergenziale, risultano scaturire dalle continue pressioni da parte delle aree di competenza, che quotidianamente hanno un impatto diretto e che comunque non sempre risultano essere risolutivi. Per quanto sopra non solo temiamo per l’incolumità dei lavoratori ma anche per l’alterazione o interruzione della funzionalità o efficacia del servizio idrico integrato”
; si legge nella nota a firma dei sindacati che continuano: ” Quasi tutti i lavoratori sono sottoinquadrati. Dopo una serie di incontri con l’azienda e la costituzione di un tavolo tecnico, l’azienda ha inviato una proposta che è stata sottoposta al
vaglio delle assemblee dei lavoratori. Le scriventi OO.SS. hanno inviato una nota il 18
marzo 2024, a valle delle assemblee, ma non hanno ricevuto alcuna risposta dall’Azienda, il
che ha di fatto interrotto qualsiasi interlocuzione; Ci sono diverse perplessità riguardo alle metodologie e ai criteri utilizzati dall’azienda per la gestione dell’organizzazione del lavoro. Riteniamo
, continuano i segretari, che l’esposizione prolungata a rischi, pericoli e a una pressione lavorativa intensa,
a cui l’azienda sottopone i lavoratori, sia insostenibile. Inoltre, l’utilizzo del sistema
sanzionatorio in modo arbitrario (l’azienda sanziona i lavoratori senza aver prima contestato
l’addebito, come previsto dall’art. 7 della legge 300/70) e strumentale sta generando un
diffuso malessere e disagio tra i dipendenti, creando un clima intimidatorio. Per quanto già evidenziato, l’inadeguata attenzione che l’Azienda pone al benessere del lavoratore giustificano i disattesi accordi specifici chiesti nel tempo dalle OO.SS. per i temi indicati nel titolo del capoverso, come previsto in materia di contrattazione aziendale (art. 4 CCNL) e di confronto (dlgs 81/08), permettendo all’Azienda di interpretare liberamente le normative vigenti.”

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *