Piero Macedonio abbandona Forza Italia: “Miccichè ha svenduto Agrigento” (ft e vd)

Redazione

Agrigento

Piero Macedonio abbandona Forza Italia: “Miccichè ha svenduto Agrigento” (ft e vd)

di Redazione
Pubblicato il Gen 5, 2019
Piero Macedonio abbandona Forza Italia: “Miccichè ha svenduto Agrigento” (ft e vd)

Nel corso di una conferenza stampa ad Agrigento al mattino di oggi, il presidente provinciale di Forza Italia di Agrigento, Piero Macedonio, ha annunciato il suo commiato da Forza Italia in contrasto con la linea politica del commissario regionale Gianfranco Miccichè.

Con una lunga lettera, che pubblichiamo di seguito, indirizzata  al Commissario Regionale di Forza Italia On.Gianfranco Miccichè, al Commissario provinciale di Forza Italia di Agrigento On- Vincenzo Giambrone,  e p.c. On Silvio Berlusconi, On. Antonio Tajani e all’On.Riccardo Gallo Afflitto, Piero Macedonio spiega amareggiato la sua decisione di lasciare Forza Italia.

“Voglio esternare la mia grande delusione per il comportamento del nostro responsabile regionale Gianfraco Micciche’, un uomo che aveva conosciuto i venti della vittoria del 61 a zero e che ora, conscio di essere alla fine della carriera politica ed avendo raggiunto il traguardo ambito di Presidente dell”Assemblea Regionale Siciliana, si permette di svendere pezzi di territorio siciliano di Forza Italia con accordi, certamente scellerati , con altri poteri che governano la Sicilia”, ha dichiarato Piero Macedonio. Io sono un vecchio politico,continua lo stesso, che ha vissuto nel territorio la politica degli ultimi 40 anni; ho visto operare ed ho conosciuto uomini politici di razza e di ogni partito, siciliani e nazionali i quali, pur differenziandosi per le diverse ideologie, nei loro comportamenti su due cose non transigevano mai :

a) L’attenzione di mantenere onorare e coltivare la propria dignità;

b) la protezione e difesa del loro territorio con l’impegno della crescita , sia nel miglioramento della qualità di vita che nel proselitismo a favore del proprio partito;

Tu, egregio presidente Gianfranco, sottolinea Macedonio, hai perso la prima (dignità) e te ne sei completamente fregato della seconda (la crescita). Infatti per quanto riguarda la mia provincia nelle passate elezioni regionali non hai mantenuto alcun impegno preso con noi e te li ricordo di fila questi impegni: Non hai inserito nel proporzionale ( listino) il nostro candidato onorevole Gallo Afflitto pur avendolo promesso; ed avevi un obbligo morale di farlo, e nessuno poteva contestare questa decisione di partito, atteso che Riccardo Gallo era deputato della Repubblica che si sacrificava a sopportare il peso di una campagna regionale al solo scopo di mantenere e forse aumentare i consensi per Forza Italia nell’agrigentino.

Non hai dato alla provincia di Agrigento la possibilità di esprimere un assessore regionale, le televisioni sono piene di tue dichiarazioni in campagna elettorale come: ”non ho potuto inserire l’On.Gallo nel proporzionale (listino), ma vi assicuro che Agrigento per Forza Italia esprimerà certamente un assessore all’assemblea regionale siciliana in caso di vittoria della coalizione” . In successivi incontri hai detto che visto che non sei riuscito (credimi, non hai voluto) ad inserire l’On Gallo nel listino e visto che non sei riuscito (credimi, non hai voluto) a nominare un agrigentino nella compagine assessoriale di Forza Italia alla regione, certamente vi garantisco che ci sarà un giusta compensazione con i sottogoverni là dove la legge lo consente. Anche quest’ultime promesse sono andate in fumo, a Forza Italia agrigentina una briciola ed, invece, ai tavoli regionali hai svenduto il nostro territorio potenziando altri partiti di governo che ovviamente ti hanno ricompensato in altre trattative che ti interessavano maggiormente per la gestione di altri territori. Stessa sorte o quasi è toccato a Forza Italia di Trapani, Messina, Ragusa ecc.. Hai operato con l’albagia più insopportabile, decidendo tutto senza mai consultare i responsabili dei territori e se qualche volta l’hai fatto , si è poi rivelata una presa in giro. Ho avuto l’impressione come di essere gorvernato come forzista non dal commissario Miccichè, ma da don Rodrigo. Bene, come sei lontano da quel Gianfranco Miccichè che mi volle conoscere tramite l’allora amico comune Eugenio Randi ( 1993) per dirmi che Berlusconi aveva incaricato te e dell’Utri di creare un partito in Sicilia e che, ti avevano detto, che per conoscere la storia politica della provincia di Agrigento degli ultimi 20 anni dovevi farti una chiacchierata con me. Orbene, da allora, io, socialista nel cuore e nell’anima, ho abbracciato la causa di Berlusconi accanto a te, ti sono stato vicino con serietà e compostezza, lontano dalle forme di lecchinaggio molto aduse in questo ambiente. Nel ricordarti che nella provincia di Agrigento dietro le decisioni politiche per Forza Italia sia quelle prese da Alfano prima e quelle prese da Gallo dopo, ci sono stato sempre io ed esattamente io ero dietro alle battaglie che l’on.Gallo faceva accanto a te allorquando bacchettavamo il segretario regionale On. Gibiino che faceva politica in Ferrari non curandosi di attenzionare il territorio; io ero dietro all’On.Gallo allorquando il tuo pupillo, On. Cimino ha intrapreso altre strade unitamente all’On. Cardinale, tu trovasti in quella occasione sponda in Agrigento solo da noi tuoi amici con Riccardo Gallo, molti ti avevano in Sicilia abbandonato credendo nel “ de profundis “della tua carriera politica, noi, col nostro sostegno, non indifferente, abbiamo contribuito a farti resistere, curarti le ferite, per poi tornare di nuovo in auge; io ho sempre spinto le cordate contro Alfano e a tuo favore allorquando capii che Alfano stava tradendo la sua storia, i suoi amici e soprattutto Berlusconi.

In ultimo, alle recenti competizioni regionali , la nostra presenza nel territorio, con me responsabile ed organizzatore della campagna elettorale e con l’On.Gallo e l’On. Giambrone (che ci misero non solo la faccia) intenti a calcare tutto il territorio, riuscimmo a conquistare il seggio di deputato regionale nella persona dell’On.Gallo, lasciando al palo personaggi che avevano grande rilevanza politica provinciale come il pluri-assessore e vicepresidente regionale On. Michele Cimino e la lobby politica del pluri-ministro Alfano. Tutto questo tu lo ricordi benissimo ed io l’ho menzionato per quanti oggi apprendano questa mia decisione politica e non sono a conoscenza di tutti i passaggi testè menzionati. Ora spero sia chiaro come un politico con la mia storia, ribadisce Macedonio, con dolore lascia Forza Italia perchè appunto, un politico come l’On.Gianfranco Miccichè ha deciso di non servire più il territorio siciliano tutto, bensì di servirsi del territorio per raggiungere traguardi molto lontani e diversi da quelli su cui Berlusconi aveva riposto le proprie speranze.“ Sic stantibus rebus mihi statim domum redire visum est; mala tempora cucurrunt sed peiora parantur” se, appunto, l’On. Tajani e il Presidente Berlusconi non interverranno ad aggiustare il tiro. T , ora, mi hai deluso e stancato, caro Gianfranco. Ti ricordo che è dal mese di gennaio 2018 che ho riempito il tuo telefonino e quello del tuo segretario Ugo,di messaggi che ti chiedevano un incontro: non ho avuto mai alcuna risposta Caro Gianfranco sai quale è la causa della fine dei grandi politici nella storia?…” il delirio di onnipotenza”, tu, ci sei cascato in pieno. Oggi Forza Italia non vive un buon momento politico ed è per questo che ci si deve stringere tutti intorno alla causa comune,tu ,invece, caro Gianfranco, con i tuoi comportamenti palesi stai distruggendo quanto è rimasto. Vorrei ancora dirti che sono amareggiato perchè hai cacciato via la parola “politica” dal tuo operato e ti sei distinto solo per accordi con gli altri poteri siciliani sulla gestione del territorio facendo gli interessi tuoi e dei tuoi amici, abbandonando al loro destino pezzi del territorio siciliano come Agrigento, Trapani, Messina, Ragusa ecc. Chi ti sta scrivendo, come ti risulta, in 25 anni di militanza accanto a te, tranne l’esperienza di Forza Sud, non ti ha mai chiesto nulla, nè candidature, nè sottogoverni, nè assessorati ma ho sempre lavorato in silenzio nel mio territorio senza mai disturbarti, legato sempre ai principi liberali che ci ha inculcati il Presidente Berlusconi. Quindi ti comunico, profondamente deluso e , consentimi, disgustato, per la emarginazione a cui hai ridotto la mia provincia, il mio personale allontanamento da Forza Italia ed ovviamente quello di quanti con me hanno condiviso questa stupenda ed esaltante esperienza accanto al Presidente Berlusconi e ti assicuro che saranno in tanti, anche se a te questo fatto interesserà poco. Mi dispiace, per contro, prendere le distanze dall’amico On.Gallo e dal segretario provinciale, amico On. Vincenzo Giambrone se pur entrambi encomiabili per il senso di responsabilità nel non abbandonare una nave oramai non più governabile perchè alla deriva. In ultimo, conclude lo stesso Macedonio, caro Gianfranco sappi che, quando ti abbandona un politico a cui hai promesso una cosa personale che poi non gli hai dato, qualcuno ha perso l’affare; ma se ti abbandona un politico che ha avuto un ruolo preponderante, unitamente ad altri politici, nel mantenere viva la presenza di Forza Italia nella provincia di Agrigento e che non ti ha mai chiesto nulla per se stesso…qualcuno ha perso: l’idea, l’amore e la stima.”

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