Agrigento

Ponte Morandi, la deputata Carmina: “Silenzio mortificante”

Carmina ha depositato un'interrogazione parlamentare urgente per chiedere che venga finalmente fatta piena luce sul silenzio che da mesi avvolge il futuro del viadotto Akragas I del Ponte Morandi di Agrigento

Pubblicato 4 ore fa

“Ho depositato un’interrogazione parlamentare urgente per chiedere che venga finalmente fatta piena luce sul silenzio che da mesi avvolge il futuro del viadotto Akragas I del Ponte Morandi di Agrigento”. Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina. “Nel gennaio scorso, durante un vertice in Prefettura era stato assunto un impegno preciso: il riaffidamento dei lavori entro il primo semestre del 2026, con la progettazione esecutiva già in corso e la conseguente rapida riapertura del cantiere. Quel termine è ormai scaduto, il 30 giugno è trascorso senza alcuna novità e oggi non esiste alcuna comunicazione ufficiale sul nuovo appalto, né sui tempi per la ripresa dei lavori. Ancora una volta non si è dato seguito agli annunci. Ed è un silenzio che mortifica un intero territorio.  Da otto anni cittadini, lavoratori, imprese e operatori economici sopportano disagi enormi, mentre le promesse vengono puntualmente smentite dalla realtà”, dice Carmina. “È inaccettabile che un’infrastruttura così strategica continui a essere ostaggio di ritardi, rinvii e totale assenza di trasparenza. La mancata riapertura del viadotto costringe ancora oggi tutto il traffico a concentrarsi su una sola carreggiata, con il doppio senso di marcia, aggravando quotidianamente congestione, tempi di percorrenza, rischi per la sicurezza e costi per famiglie e imprese. A questo si aggiungono i lavori dello svincolo di Maddalusa, che continuano a rendere sempre più critica la mobilità dell’intera area agrigentina. Quello infrastrutturale non è un semplice disagio: è un enorme costo economico e sociale che ogni giorno pesa sulla provincia di Agrigento. Significa maggiori spese per il trasporto delle merci, perdita di competitività delle imprese, penalizzazione del turismo, tempi più lunghi per raggiungere scuole, ospedali e luoghi di lavoro. È il prezzo che un territorio continua a pagare per l’inerzia delle istituzioni. Il mancato rispetto del cronoprogramma annunciato comporta inevitabilmente un ulteriore slittamento della conclusione dell’opera. Oggi nessuno è più in grado di indicare una data credibile per la riapertura del viadotto Morandi. L’unica certezza è che il completamento non potrà avvenire entro il 2026 e appare ormai estremamente difficile immaginarlo anche nel corso del 2027. È una prospettiva gravissima per una provincia che continua a essere lasciata ai margini delle politiche infrastrutturali nazionali. Con questa interrogazione chiedo al Governo e al Ministro Salvini di spiegare perché gli impegni assunti dal competente Ministero siano stati disattesi, quali siano le reali cause del mancato riaffidamento dei lavori e quali siano i tempi effettivi per la pubblicazione del nuovo bando. Chiedo inoltre che venga istituito un tavolo permanente di monitoraggio affinché i cittadini non debbano più assistere all’ennesima sequenza di annunci senza alcun seguito. Agrigento non può continuare a essere dimenticata. I cittadini meritano rispetto, verità e tempi certi. Dopo otto anni di attesa non sono più tollerabili promesse senza risposte”, ha concluso.

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