Porto turistico Licata: 24 persone davanti al Gup: udienza il 21 dicembre

Redazione

Agrigento

Porto turistico Licata: 24 persone davanti al Gup: udienza il 21 dicembre

di Redazione
Pubblicato il Dic 13, 2018
Porto turistico Licata: 24 persone davanti al Gup: udienza il 21 dicembre

L’inchiesta sul “Porto turistico Marina Cala del sole” di Licata è arrivata alla svolta.

Il prossimo 21 dicembre davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, infatti si terrà l’udienza preliminare riguardante 22 persone tutte indagate per reati in materia edilizia nonché per occupazione di demanio marittimo per le quali la Procura di Agrigento (aggiunto Salvatore  Vella, sostituti Simona Faga e Alessandra Russo) hanno richiesto il rinvio a giudizio.

Si tratta di Andrea Occhipinti, 49 anni di Licata, dirigente del dipartimento finanziario del Comune; Giuseppa Maria Pia Amato, 60 anni di Licata, responsabile del Suap; Vincenzo Ortega, 58 anni, capo dell’Ufficio tecnico; Paola Vizzini,  69 anni di Villalba e residente a Caltanissetta; Salvatore Geraci, 40 anni di Palermo e residente a Taormina, direttore dei lavori Porto turistico “Cala del sole”; Bartolo Consagra, 43 anni di Licata; Giuseppe Licata, 39 anni di Licata; Gaetano Licata, 44 anni di Licata; Giuseppe Amato, 77 anni di Licata; Rosa Maria Comparato, 74 anni di Licata; Antonino Pira,  45 anni di Licata; Alessandro Ignazio Giacchino,  63 anni di Milano e residente a Pavia; Eugenio Guagenti, 48 anni di Palermo e residente a Licata; Vincenza Amato, 44 anni di Montevarchi e residente a Licata; Michele Gattuso 49 anni di Ravanusa; Angela Picone, 69 anni di Ravanusa; Vito Giovanni Rago, 47 anni di Canicattì e residente a Ravanusa; Santino Pillitteri, 62 anni di Mussomeli e residente ad Agrigento; Amedeo Angelo Strata 72 anni di Milano; Patrizia Fazio Tirrozzo, 66 anni, di Canicattì; Giacinto Marzullo, 32 anni di Licata.

Nello specifico tutti sono stati indagati per aver mantenuto l’occupazione demaniale marittima quale area di sedime dei rispettivi propri immobili ovvero cabine, posto barca, negozi e persino quattro cabine tecniche Enel (Pillitteri).

Insieme a loro, nell’ambito della stessa inchiesta sono stati già rinviati a giudizio il dirigente del Dipartimento urbanistica del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, 57 anni, e dell’imprenditore nisseno Luigi Francesco Geraci, 74 anni, che ha realizzato la struttura turistica con l’accusa di abuso di ufficio in concorso e – per il solo Ortega – falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Quest’ultimo procedimento verrà certamente unificato con quello che vede davanti al Gup gli altri ventidue sotto inchiesta e si farà un unico processo.

La vicenda è questa: intanto il  sequestro del complesso denominato “Porto turistico Marina Cala del sole” con centinaia di posti barca e altri servizi annessi fra i quali spiaggia privata, camere, parcheggi e area ristorazione che segue l’inizio dell’indagine sollecitata dalle denunce dell’associazione “A testa alta” di Licata che si è costituita parte civile, insieme al Comune di Licata, all’udienza preliminare a carico del dirigente Ortega, e dell’imprenditore nisseno Geraci.

Al centro della vicenda la realizzazione del complesso denominato “Porto turistico Marina Cala del sole” alimentata da intercettazioni telefoniche soprattutto specie quelle tra l’ing. Ortega e Geraci. Ed è emerso un quadro importante: secondo la Procura era l’ing. Ortega a guidare Geraci nell’evadere gli oneri dovuti.  E lo spunto investigativo ulteriore è nato da un’intuizione dei finanzieri comandanti dal col. Sava con la consegna di un corposo e delicato rapporto.

Il progetto è stato realizzato dalla società “Iniziative immobiliari S.p.a”, di cui Geraci è legale rappresentante e, nel 2006, ha ricevuto una concessione di superficie demaniale marittima su cui, in seguito, nel tempo, ha costruito diverse strutture relative al progetto immobiliare.

Ad Ortega si contesta di avere avuto un atteggiamento di favoritismo nei confronti della società, che in un primo momento realizzò pure un centro commerciale, in seguito venduto a un gruppo calabrese, facendogli risparmiare oltre 7 milioni di oneri concessori che, sostiene la Procura, sarebbero stati dovuti per la realizzazione di cabine, locali commerciali e servizi.

Tutto ruota attorno al mancato rinnovo alla società Iniziative immobiliari spa, della concessione demaniale marittima ad opera della Regione, circostanza questa che avrebbe dovuto bloccare ogni attività edilizia successiva al diniego ed al ripristino dei luoghi.


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