Riduzione dei treni diretti Agrigento-Aeroporto, Cgil: “Scelta inaccettabile”
La nota del segretario provinciale, Alfonso Buscemi, sulla riduzione dei treni diretti tra Agrigento e l’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, e viceversa
Si è chiuso definitivamente il sipario su Agrigento Capitale Italiana della Cultura. Una nomina che aveva acceso speranze e aspettative tra i cittadini. Oggi, purtroppo, il bilancio che resta è deludente: ci lascia esattamente ciò che avevamo prima. Ponti chiusi una proliferazione di semafori, strade dissestate e insicure, vere e proprie trazzere. Le principali arterie che collegano Agrigento a Palermo, Gela e Trapani continuano a registrare, con preoccupante frequenza, incidenti anche mortali. Uno scenario che stride con l’idea di sviluppo che i cittadini avevano immaginato con la nomina a Capitale della Cultura. A peggiorare ulteriormente il quadro si aggiunge una decisione grave e incomprensibile: la riduzione dei treni diretti tra Agrigento e l’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, e viceversa. «Invece di un potenziamento dei collegamenti, assistiamo a un arretramento che colpisce un territorio già fragile» – afferma il Segretario Generale della CGIL di Agrigento.
Il precedente potenziamento ferroviario, aveva rappresentato una risposta concreta non solo alle esigenze dei turisti, ma soprattutto a quelle di centinaia di lavoratrici e lavoratori pendolari che ogni giorno si spostano verso Palermo. Quelle corse consentivano rientri in orari più umani, dopo partenze all’alba, tra le 5:00 e le 7:00 del mattino, e rientri già nel primo pomeriggio.
Oggi, con la riduzione delle corse, il disagio si aggrava ulteriormente: meno treni significa inevitabilmente più affollamento su quelli rimasti, con passeggeri costretti a viaggiare in condizioni sempre più difficili, sopportando ulteriori sacrifici che si sommano a ritardi frequenti e, non di rado, a corse soppresse. «È una situazione inaccettabile» – prosegue la CGIL – «In una provincia priva di servizi e di opportunità di lavoro, si continua a chiedere ai cittadini di resistere, pagando di tasca propria il prezzo di scelte sbagliate». La riduzione dei collegamenti ferroviari rischia inoltre di spingere sempre più persone verso il trasporto su gomma, congestionando ulteriormente le strade e contribuendo allo svuotamento dei paesi della provincia, già colpiti da un preoccupante fenomeno di spopolamento. La CGIL di Agrigento chiede con forza: il ripristino immediato delle corse dirette soppresse; un piano serio e strutturato di mobilità per la provincia; il rispetto dei diritti di lavoratrici, lavoratori e cittadini che ogni giorno affrontano disagi inaccettabili. Agrigento non può essere capitale solo nei titoli. Ha bisogno di infrastrutture funzionanti, servizi adeguati e rispetto per chi vive e lavora in questo territorio. Ai tanti politici deputati e amministratori sempre presenti a tagliare nastri chiediamo di intervenire presso la Regione Sicilia per chiedere almeno il ripristino delle corse soppresse.





