Sgominata banda ladri, furti anche nell’agrigentino: arrestati tre rumeni(vd e ft)

Redazione

Agrigento

Sgominata banda ladri, furti anche nell’agrigentino: arrestati tre rumeni(vd e ft)

di Redazione
Pubblicato il Giu 12, 2019
Sgominata banda ladri, furti anche nell’agrigentino: arrestati tre rumeni(vd e ft)

Tre arrestati e 4 denunciati nell’ambito dell’operazione “Jewel thieves” che ha sgominato una banda di romeni accusati di una serie di furti in appartamento, cavi di rame e gasolio.

Gli arrestati sono Adrian Bureta, 28 anni, il fratello Florin, 25 anni e Cosmin Aristotel Sulic, 32 anni, tutti romeni e tutti residenti a Canicattì. L’operazione è stata condotta dalla Squadra mobile e dalla compagnia carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna.

In particolare, a partire dal mese di Novembre 2018 e sino agli inizi del mese di Gennaio 2019, si era registrata a Enna, nella parte bassa del capoluogo, una rapida serie di furti in abitazione, tutti compiuti con le stesse modalità.

Infatti, i malfattori agivano forzando gli infissi della parte posteriore delle case, per lo più adiacenti ai giardini o terreni circostanti, che fungevano da terrapieni attraverso i quali si poteva accedere anche ai piani superiori delle abitazioni. Una volta all’interno delle abitazioni, i malviventi bloccavano le porte d’ingresso al fine di impedirne l’apertura dall’esterno, nel caso dell’arrivo dei proprietari durante l’esecuzione dei colpi, così da potersi garantire la fuga senza essere visti. «Al primo piano c’è qualcuno in casa mentre al secondo piano sembra che non c’è nessuno», diceva un componente della banda e, in pochi istanti, dimostrando una straordinaria agilità, i suoi complici si arrampicavano fino al secondo piano, forzavano uno degli infissi sul balcone ed entravano nella casa, scelta prediligendo finestre con serrande alzate.

Una volta dentro, dopo essersi accertati di non trovare nessuno in casa, gli stessi ladri bloccavano la porta con i mobili più grandi, affinché nessuno potesse entrare all’improvviso, e si dedicavano ad una rapida raccolta della refurtiva. Nel frattempo “il palo”, fuori in strada, monitorava l’arrivo di possibili residenti. Sempre lo stesso schema, ripetuto ogni volta, senza preoccuparsi più di tanto della reale presenza o meno di persone nelle proprie abitazioni, e con un coordinamento costante: «Stai in telefon» (resta al telefono in rumeno).

Tali fatti hanno suscitato notevole preoccupazione nei residenti, creando particolare allarme sociale in tutto il capoluogo

Nel corso dell’ultimo episodio di furto registratosi ad Enna, nel pomeriggio dell’11 Gennaio 2019, gli autori venivano indicati come dei soggetti che, allontanatisi in modo repentino dall’abitazione dove avevano messo a segno il colpo, salivano a bordo di una autovettura, dandosi alla fuga in direzione di Caltanissetta.

Attivate immediatamente le ricerche da parte delle Forze di Polizia di Enna e della limitrofa Caltanissetta, poco dopo, la segnalata autovettura veniva intercettata e bloccata all’ingresso di Caltanissetta da parte di una pattuglia della Polizia stradale di quel centro. Nel corso del controllo e della perquisizione del veicolo, veniva recuperata argenteria e altri oggetti riconducibili al furto commesso poco prima a Enna. Nell’occasione, i soggetti venivano denunciati per i reati di ricettazione e altro, e la refurtiva veniva recuperata e restituita alle vittime.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna avviava immediatamente un’inchiesta, coordinando un team di investigatori appartenenti alla Squadra mobile della Questura ed alla Compagnia Carabinieri di Enna, che riusciva a fare luce sulle decine di furti in abitazione che avevano funestato la città di Enna nel giro di pochi mesi. I poliziotti ed i militari, in perfetta sinergia, iniziavano, a ritmi serrati, l’indagine, con attività di intercettazione telefonica e di analisi di tabulati telefonici pregressi – attività, quest’ultima, che permetteva, tra l’altro, di ricostruire tutti i movimenti degli indagati durante i molteplici furti commessi in precedenza ad Enna -, facendo luce, inoltre, su altri reati predatori commessi nelle province di Agrigento e Caltanissetta, come diversi episodi di furto in abitazione e di furto di cavi telefonici di rame in danno di Telecom Italia, nonché numerosi ed ingenti furti di carburante. A completare il quadro delle indagini, concorrevano anche l’acquisizione delle denunce delle vittime e delle dichiarazioni dei testimoni, nonché i numerosi servizi di osservazione sul territorio.

Le indagini permettevano di delineare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere.

Anche i familiari degli indagati consideravano queste attività criminose alla stregua di un lavoro qualsiasi: «Sono andati a rame» rispondeva serenamente la compagna di uno dei ladri alla madre dello stesso, al fine di tranquillizzarla sul fatto che non avesse trovato a casa il figlio.

L’indagine è stata convenzionalmente denominata “Jewel’s thieves” (Ladri di gioielli) poiché i malviventi rubavano qualsiasi oggetto prezioso (gioielli, monili in oro, argenteria o, comunque, qualsiasi bene potesse avere un valore economico ed essere facilmente portato via).

Sulla base di tali elementi, il Pubblico Ministero titolare delle indagini avanzava al competente Gip del Tribunale di Enna, Luisa Bruno richiesta di misura cautelare custodiale nei confronti degli indagati. Gli arrestati Adrian Bureta, il fratello Florin e Cosmin Aristotel Sulic, tutti residenti a Canicattì rispondono di aver fatto parte di un’associazione per delinquere operante in tutto il territorio siciliano, con base operativa a  Canicattì, preminentemente dedita alla commissione di reati contro il patrimonio e, nello specifico, di furti in abitazione, furti di materiale presso cantieri, nonché furti di rame in danno della società telefonica Telecom Italia Spa, commessi nei territori delle province di Enna, Agrigento e Caltanissetta nonché di aver commesso 21 furti o tentati.

Per molti dei reati commessi, venivano contestate alcune aggravanti, come quella di avere profittato di circostanze di tempo tali da ostacolare la pubblica o privata difesa (tarda serata o notte),  di avere cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità, di aver commesso il fatto con violenza sulle cose e/o da parte di tre o più persone.

Le indagini hanno consentito anche di  far luce sulla commissione di ulteriori furti in abitazione, di diversi episodi di furto di cavi telefonici di rame, e di alcuni ingenti furti di carburante, commessi nei territori delle province di Caltanissetta e Agrigento, addebitati anch’essi all’azione degli odierni arrestati, nonché di ulteriori complici (sono quattro e tutti cittadini rumeni), che venivano denunciati in stato di libertà.

Infine, venivano  individuati e denunciati anche alcuni soggetti ritenuti ricettatori del rame e del gasolio rubati dal gruppo dei rumeni.

All’alba di oggi i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sono stati, pertanto, arrestati dai militari e poliziotti, per essere poi associati alla Casa Circondariale di Enna, a disposizione delle Autorità Giudiziaria procedente.

L’operazione, particolarmente complessa, ha visto il coinvolgimento di decine di operatori – appartenenti, oltre che alla Squadra Mobile di Enna ed alla Compagnia Carabinieri di Enna, anche alla Squadra Mobile di Agrigento, al Commissariato di P.S. di Canicattì, ed al Comando Compagnia Carabinieri di Canicattì – i quali hanno eseguito anche numerose perquisizioni nei domicili e nei locali nella disponibilità di tutti gli indagati, che hanno consentito di rinvenire diversi gioielli, anche in oro, ed orologi, verosimilmente refurtiva frutto dei colpi predatori.


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