Agrigento

Sicurezza sul lavoro, la Fillea Cgil scrive ai sindaci: “tutelare operai con il caldo”

La nota del sindacato

Pubblicato 4 settimane fa

“Le elevate temperature possono causare malori o ridurre la capacità di attenzione del lavoratore, aumentando il rischio di infortuni. Per tali ragioni, nell’esercizio delle Vostre prerogative istituzionali, vi invitiamo – al fine di prevenire gravi pericoli che possano minacciare cittadini-lavoratori – a emettere ordinanze che in relazione alle previsioni meteo blocchino le attività del settore delle costruzioni nella fascia oraria ove si preveda, in relazione ai bollettini Sias della Protezione Civile, di superare le temperature stabilite dalla legge”. Questa la nota della Cgil che ha scritto a tutti i sindaci della provincia a proposito della questione caldo durante i mesi estivi nei luoghi di lavoro con diretta esposizione all’aria e al sole. “La questione si è trasformata in una vera e propria emergenza che – nonostante le nostre ripetute campagne di sensibilizzazione, utili ad alzare il livello di attenzione – non ci hanno restituito (dati alla mano) i risultati sperati in termini di sicurezza e prevenzione”, continua il sindacato.

“Il D.lgs. 148/2015, in materia di riconoscimento di cassa integrazione guadagni per eventi metereologici è chiarissimo: quando si toccano i 35 gradi centigradi, in assenza di azioni organizzative in grado di mitigare il rischio all’interno dei cantieri, bisogna stoppare le attività lavorative”, prosegue nella nota la Cgil. Nel luglio del 2022, un intervento ancora più estensivo, a tutela potenziale della incolumità dei lavoratori, è stato prodotto da nota INPS-INAIL: dichiarano, infatti, che basta “percepire” i 35 gradi (messaggio Inps n. 2999/2022) per astenersi dalle attività lavorative.Durante la riunione del comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro, il 19 luglio 2023, è stato consegnato, ai soggetti presenti, un vademecum che prescrive e ricorda una serie di indicazioni per la prevenzione delle patologie da calore nei luoghi di lavoro e che riteniamo sicuramente utile in merito ai temi esposti e funzionali alla sensibilizzazione generale ma che non sono ovviamente sufficienti a invertire la tendenza manifestatasi nel territorio. Dal punto di vista organizzativo e normativo – in presenza di una netta estremizzazione delle temperature – non assistiamo a quella virata culturale auspicabile per rendere più sicuri i luoghi di lavoro del nostro settore. Nel 2023, si legge in conclusione, diversi comuni siciliani hanno prodotto le prime ordinanze restrittive comunali per il nostro settore. Nel maggio 2024 è in stesura finale il protocollo in seno alla Regione Sicilia che invita tutti i sindaci dei comuni del territorio siciliano “…affinchè gli stessi si adoperino per emanare specifiche ordinanze che vietino lo svolgimento di tutte quelle attività esposte al rischio termico…”.

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