Agrigento

Trent’anni fa l’anatema del Papa contro la mafia, eventi ad Agrigento 

La Chiesa agrigentina ricorda i 30 anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento

Pubblicato 10 mesi fa

La Chiesa agrigentina ricorda i 30 anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II ad Agrigento, con l’anatema contro la mafia lanciato dalla Valle dei templi il 9 maggio 1993: “Convertitevi! Una volta verra’ il giudizio di Dio”. Oggi al Teatro Pirandello, alle 18 si terra’ Conversazione: “A trent’anni dalla visita di Papa Giovanni Paolo II. Come e’ mutata la mafia? Quale sentiero ha percorso la Chiesa?”. Sul tema – dopo il saluto del sindaco di Agrigento, Francesco Micciche’, si confronteranno, tra gli altri, Giuseppe Pignatone, presidente del Tribunale dello Stato della Citta’ del Vaticano, Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Cesi, e Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento.

Domani nella Valle dei Templi dalle ore 8:30 Studenti in cammino per la legalita’” da Piano San Gregorio al Tempio della Concordia. In piazza Vittorio Emanuele alle 16:30 inizio “Pellegrinaggio penitenziale” fino alla Cattedrale e Messa, presieduta dal vescovo Alessandro, nel XXX della visita di San Giovanni Paolo II e secondo anniversario della beatificazione del giudice Rosario Livatino. Nella Valle dei Templi, il 9 maggio 1993, il Papa santo, aggrappato al Crocifisso, Wojtyla tuono’ contro la mafia: “Questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane, devono capire, devono capire che non si permette uccidere innocenti! Dio ha detto una volta ‘Non uccidere’: non puo’ uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non puo’ cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio. Qui ci vuole civilta’ della vita. Nel nome di questo Cristo, crocifisso e risorto, di questo Cristo che e’ vita, via verita’ e vita, lo dico ai responsabili, lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verra’ il giudizio di Dio”. In occasione del trentennale e’ stata donata all’arcidiocesi dal cardinale Stanislao Dziwisz una reliquia ex sanguine del Papa polacco. La teca, incastonata in una icona, e’ stata consegnata all’arcivescovo. Autore dell’icona e’ un artista ucraino, Roman Vasylyk, professore di arte sacra, che ha conosciuto personalmente San Giovanni Paolo II.

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