Agrigento

Viola ripetutamente le prescrizioni della sorveglianza speciale: condanna definitiva per agrigentino

  Nel pomeriggio  di ieri, la Polizia di Stato ha dato seguito all’ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Agrigento, in seguito ad ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Palermo, nei confronti di Salvatore Sciacchitano, agrigentino, […]

Pubblicato 7 anni fa

 

Nel pomeriggio  di ieri, la Polizia di Stato ha dato seguito all’ordine di esecuzione per espiazione di pena detentiva in regime di detenzione domiciliare, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Agrigento, in seguito ad ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Palermo, nei confronti di Salvatore Sciacchitano, agrigentino, classe 1963, riconosciuto responsabile delle violazioni delle prescrizioni della sorveglianza speciale di P.S. e per questo condannato alla pena di anni 1 e mesi 2 di reclusione.

In particolare, lo Sciacchitano, fin dalla giovane età, ha collazionato precedenti giudiziari e di polizia per armi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, sequestro di persona, tentato omicidio, evasione e plurime violazioni di misure di prevenzione. In tale contesto, gli veniva inflitta la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., della quale lo stesso violava le prescrizioni, non permanendo nel domicilio negli orari serali e notturni. Infine, sottoposto al divieto di soggiorno in due comuni della provincia di Agrigento, lo stesso veniva a vivere a Enna dove svolgeva diversi saltuari lavori.  

Al termine del successivo iter giudiziario, ieri giungeva l’ordine di esecuzione per la detenzione domiciliare.

I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Enna, diretti dal Vice Questore Aggiunto Dott. Gabriele Presti e coordinati dal Commissario Capo Emanuele Vaccaro, ricevuto tale mandato, si mettevano subito alla ricerca del condannato e, attraverso la perlustrazione dei possibili luoghi frequentati dallo stesso, unitamente ad abile attività info-investigativa, si appostavano sotto casa sua e lo bloccavano. Così, ultimati gli adempimenti di rito, i poliziotti lo accompagnavano presso la propria abitazione per l’espiazione della detenzione domiciliare ammonendolo di attenersi scrupolosamente alle rigide prescrizioni imposte dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo.

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