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“Abuso d’ufficio per una nomina”, tutti assolti: tra loro 5 sindaci agrigentini

Il fatto non è previsto dalla legge come reato

Pubblicato 4 anni fa

Il tribunale di Sciacca ha disposto l’assoluzione nei confronti dei sette imputati – tra cui cinque sindaci dei comuni che componevano “L’unione Platani – Quisquina – Magazzolo” – per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. Il fatto non è previsto dalla legge come reato. La vicenda riguarda la nomina avvenuta nel 2013 del politico di Sciacca Vincenzo Marinello a responsabile del settore finanziario dell’Ente che secondo l’accusa non si sarebbe potuta concretizzare per “un espresso divieto previsto nel fare ricorso a personale esterno per ricoprire incarichi di quel tipo”. 

Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna ad un anno e due mesi di reclusione proprio nei confronti di Vincenzo Marinello. Per tutti gli altri imputati la richiesta di pena è di un anno: si tratta degli ex sindaci di Alessandria della Rocca – Alfonso Frisco – di Bivona – Giovanni Panepinto – di Cianciana – Santo Alfano – di San Biagio Platani – Filippo Bartolomeo – e dell’attuale primo cittadino di Santo Stefano Quisquina, Francesco Cacciatore. Richiesta di condanna era stata avanzata anche nei confronti di Salvatore Re in qualità di segretario dell’Unione Platani-Quisquina-Magazzolo” poiché avrebbe espresso parere favorevole sulla regolarità della nomina istigando gli altri nel compiere illecito. 

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