Agrigento, vendevano pezzi di auto rubate (anche all’estero): scoperto deposito, 2 arresti e 3 denunce
Una brillante operazione della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi e coordinata sul campo dal commissario capo Giovanni Franco, ha permesso in poche ore di sgominare un presunto giro di auto rubate e pezzi di ricambio che venivano ri-vendute. In manette sono finiti due agrigentini di 35 anni: si tratta di Giovanni Volpe, […]
Una brillante operazione della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi e coordinata sul campo dal commissario capo Giovanni Franco, ha permesso in poche ore di sgominare un presunto giro di auto rubate e pezzi di ricambio che venivano ri-vendute.
In manette sono finiti due agrigentini di 35 anni: si tratta di Giovanni Volpe, di Agrigento, e Angelo D’Antona, di Raffadali. Al momento risultano indagate altre tre persone: il fratello e la compagna di Volpe e un 50enne di Raffadali proprietario del deposito scoperto dai poliziotti della Mobile.
I due sono arrestati in flagranza e sono accusati di ricettazione: avrebbero venduto un Piaggio Porter e un autocarro, frutto di una truffa risalente al mese di settembre ai danni di una coppia agrigentina, prima ad un prezzo di 1500 euro, poi sceso a 500 euro con l’aggiunta di 100 euro come spesa di mediazione. I poliziotti, coordinati dal pubblico ministero Chiara Bisso hanno anche sequestrato 300 euro.
Indagini ancora in corso: sono al vaglio degli inquirenti l’emissione di alcuni assegni falsi. Alcune auto, inoltre, sarebbero state rubate all’estero.
Volpe e D’Antona, difesi dagli avvocati Daniele Re e Alba Raguccia, si trovano attualmente agli arresti domiciliari.





