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Docenti e mamme dei disabili: “Lasciateci vicino ai nostri figli, non possiamo lasciarli soli”

Le mamme-docenti con figli disabili costrette ogni giorno a doversi dividere tra l’abitazione dove vive il figlio, magari costretto a letto o su una carrozzina, e il luogo di lavoro che spesso dista anche centinaia di chilometri da casa non si arrendono e stanno portando avanti la campagna “Non possiamo lasciarli da soli”. Dopo l’appello […]

Pubblicato 8 anni fa

Le mamme-docenti con figli disabili costrette ogni giorno a doversi dividere tra l’abitazione dove vive il figlio, magari costretto a letto o su una carrozzina, e il luogo di lavoro che spesso dista anche centinaia di chilometri da casa non si arrendono e stanno portando avanti la campagna “Non possiamo lasciarli da soli”.

Dopo l’appello lanciato all’ex premier Paolo Gentiloni, le mamme che hanno deciso di costituirsi in un Comitato, nella giornata di giovedì 19 Luglio 2018, hanno incontrato i sottosegretari alla Famiglia e Disabilità, Vincenzo Zoccano e quello all’Istruzione Salvatore Giuliano per consegnare il plico con le 15 mila firme dei cittadini che hanno sostenuto la petizione lanciata sulla piattaforma “Progressi.Org” da Antonella Zammito, insegnante siciliana e madre di Andrea, 20 anni, affetto da una malattia neurodegenerativa che lo rende non autosufficiente. 

Antonella è stata assegnata a una scuola a circa 200 chilometri da casa e ora è costretta a scegliere tra la cura di Andrea e il lavoro. 

Noi  chiediamo al nuovo Governo, commentano le mamme docenti, oltre al provvedimento legislativo che necessariamente dovrà seguire il suo corso, di adottare misure che affrontino e risolvano la problematica in questione, a partire da questo anno scolastico 2018/2019 con una circolare ministeriale da inoltrare agli Urs, così da rendere realisticamente possibile quell’ove possibile che da sempre ci ha impedito di conciliare i tempi di vita e di lavoro lasciando i nostri figli disabili al 100% privi della dovuta assistenza.  La norma recita infatti che il nostro diritto di lavorare vicino casa è “ove possibile”, ma se questa possibilità non si verifica siamo posti dinnanzi ad una scelta: se assisterli o abbandonarli, per il bisogno di andare a lavorare. I nostri figli sono disabili sempre, non “ove possibile.  Dunque, in attesa che si colmi il vuoto legislativo ci appellano ad una soluzione anche tampone che ci permetta di lavorare nello stesso comune di residenza del figlio affetto da una sola patologia inguaribile, anche in soprannumero,  mentre attualmente i posti disponibili vengono occupati da chi riesce ad accumulare patologie lievi come l’asma, raggiungendo il 67% di disabilità. Oppure, in alternativa, concludono le mamme,  chiediamo una soluzione che impedisca il disgiungimento familiare nel caso di figli disabili, analogamente a quanto previsto per il personale coniuge di militare o di categoria equiparata».

Disponibili all’ascolto e apertura al dialogo con le mamme-docenti, l’appello è stato accolto anche dal ministro Fontana e dal ministro Busetti che hanno preso atto della reale situazione nella quale sono costrette a vivere le mamme. 

I nostri figli non possono più aspettare di vedere tutelati il diritto di essere assistiti dalle loro madri. Hanno anche constatato che effettivamente la soluzione a questa problematica che ha sempre provocato il disgiungimento familiare di Stato e soprattutto degna di attenzione e tutela è stata trascurata già da troppo tempo e che quindi entrambi i ministeri provvederanno a risolvere nel più breve tempo possibile”. 

Cosi Antonella Zammito a seguito dell’incontro, che ha continuato: “Di fronte a questo impegno che entrambi  i ministeri si sono assunti anche pubblicamente vogliamo sperare che questa volta si compia veramente questo grande passo avanti, che è quello che serve, un atto di grande civiltà”.

In attesa di una soluzione concreta, la campagna di Antonella Zammito e degli altri genitori prosegue. 

La loro domanda ora è Che succederà a settembre, quando verranno di nuovo assegnate le sedi di lavoro?

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