Ex impiegato comunale ucciso a Raffadali, ergastolo a Roberto Lampasona
L’ex impiegato del comune di Raffadali venne ucciso il 2 dicembre 2011 nelle campagne di contrada Modaccamo
Carcere a vita. La prima sezione della Corte di assise di appello di Palermo ha confermato la condanna all’ergastolo nei confronti di Roberto Lampasona, 48 anni, di Santa Elisabetta, per l’omicidio di Pasquale Mangione, l’ex impiegato comunale di Raffadali ucciso il 2 dicembre 2011 nelle campagne di contrada Modaccamo. La corte presieduta dal giudice Vittorio Anania ha, dunque, confermato il verdetto di primo grado. L’imputato è difeso dagli avvocati Antonino Gaziano e Salvatore Manganello. I familiari della vittima sono rappresentati dall’avvocato Samantha Borsellino.
Lampasona, vecchia conoscenza del panorama criminale agrigentino, è accusato di essere uno degli autori materiali del delitto. Un vero e proprio cold case portato alla luce a distanza di nove anni dall’omicidio grazie (anche) alla collaborazione di uno degli organizzatori dell’agguato. Sono state infatti le dichiarazioni di Antonino Mangione, che avrebbe partecipato alla fase organizzativa dell’agguato, a dare una svolta alle indagini della Squadra mobile di Agrigento e chiudere il cerchio. Ad uccidere l’ex impiegato comunale sarebbero stati Angelo D’Antona, condannato a 30 anni di reclusione, e proprio Roberto Lampasona.
Mangione, deceduto dopo una condanna a 16 anni di reclusione in primo grado con i benefici della collaborazione, curò invece la fase preliminare indicando quale mandante il figlio della vittima. Quest’ultimo, iscritto nel registro degli indagati in un primo momento, è stato successivamente scagionato dalle accuse. Il movente non è mai stato del tutto chiarito anche se, come emerso dalle indagini, sarebbe da ricondurre in particolari “attenzioni” rivolte dalla vittima ad altre donne al di fuori del matrimonio.

