Inchiesta “Appalti e mazzette”, FdI pronta a chiedere lo scioglimento del Consiglio provinciale
L'ombra di presunti brogli nel voto che portò all'elezione di Peppe Pendolino potrebbe spingere il partito ad azioni eclatanti
Non si sono fatte attendere le prime conseguenze politiche dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato oggi a 32 indagati nel contesto dell’inchiesta ribattezzata “Appalti e mazzette”. Nulla nei riguardi dell’ex deputato Roberto Di Mauro, individuato dai magistrati come una sorta di “dominus” della vicenda, ma piuttosto uno sguardo rivolto verso il Libero consorzio di Agrigento e al presunto intervento per pilotare il voto che portò, a fine aprile 2025, all’elezione di Peppe Pendolino (non indagato).
Fonti interne a Fratelli d’Italia, infatti, anticipano che si potrebbe avanzare una richiesta di scioglimento del Consiglio comunale se verrà provato che quelle consultazioni di secondo livello furono “inquinate” da condizionamenti esterni. Il partito, si ricorderà, corse in solitaria rispetto al resto del centrodestra con il nome di Stefano Castellino, ma perse nello scontro con il blocco creato da Mpa-Forza italia e Pd.
Le ombre di voti condizionati esternamente (con tanto di foto scattate dentro il seggio e inviate ad un imprenditore dato come vicino a Di Mauro) sono bastate per far saltare sulla sedia il partito della Meloni che potrebbe scendere in campo con i propri vertici regionali su questa vicenda.


