La campagna elettorale e quel bonifico di 30 mila euro, Pisano indagato anche per finanziamento illecito
Un bonifico di 30 mila euro è finito sotto la lente della procura. Per i pm quei soldi sarebbero stati presi dalle associazioni no profit che, a loro volta, avevano ricevuto finanziamenti pubblici
Una parte della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2022, quelle in cui poi è stato proclamato deputato nazionale, sarebbe stata pagata con soldi pubblici. Tra le contestazioni mosse, fermo restando il diritto di presunzione d’innocenza, dalla Procura di Agrigento al parlamentare di Fratelli d’Italia Lillo Pisano, raggiunto da un avviso di garanzia per peculato e truffa aggravata, c’è anche quella di finanziamento illecito ai partiti.
La stessa ipotesi di reato è contestata a Salvo Prestia, ormai ex direttore della Fondazione Teatro Pirandello, dimessosi nelle scorse ore dopo che la notizia è diventata di dominio pubblico, e alla moglie di quest’ultimo Laura Cozzo, legale rappresentante dell’associazione culturale “Carosello” di cui peraltro il coniuge è anche tesoriere. È il 5 agosto 2022 e marito e moglie effettuano due bonifici in favore di Pisano dall’importo complessivo di 30 mila euro. La causale indicata è “prestito personale”.
Per la Procura di Agrigento – con l’inchiesta coordinata direttamente dal procuratore Giovanni Di Leo e dal sostituto Elettra Consoli – quella somma in realtà proviene dalle associazioni culturali no profit gestite da Prestia e dalla moglie che, a loro volta, avevano ottenuto finanziamenti pubblici dalla Regione Siciliana e dalla stessa Fondazione Teatro Pirandello (di cui Prestia era direttore generale). Prestia, infatti, oltre ad essere il tesoriere dell’associazione della moglie è anche socio o delegato ad operare sui conti di altre associazioni culturali quali la “Segnali” oppure la “Progetti eventi” ma anche la “Kerkent eventi”.





