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Licata, omicidio Truisi: disposti accertamenti biologici

Un assassinio brutale, una violenza bieca ed inaudita. E’ stato ucciso così, Angelo Truisi il giovane fabbro di Licata scomparso il 2 gennaio del 2015 ed il cui cadavere bruciato e vilipeso fu ritrovato nelle settimane successive in una villetta abbandonata di contrada Nicoliziaa. Secondo l’accusa, ad armare la mano degli assassini finiti all’epoca in carcere la […]

Pubblicato 10 anni fa

Un assassinio brutale, una violenza bieca ed inaudita. E’ stato ucciso così, Angelo Truisi il giovane fabbro di Licata scomparso il 2 gennaio del 2015 ed il cui cadavere bruciato e vilipeso fu ritrovato nelle settimane successive in una villetta abbandonata di contrada Nicoliziaa.

Secondo l’accusa, ad armare la mano degli assassini finiti all’epoca in carcere la vendetta. La giovane vittima, secondo l’impianto accusatorio, fu punito per non aver completato il pagamento di alcuni debiti contratti nel contesto di un traffico di cocaina. Queste nel dettaglio le accuse a carico di Diego Catania, 22 anni; Angelo Cannizzaro, 20 anni; Salvatore Gueli, 40 anni i tre ragazzi indagati per il fatto e che furono incarcerati per poi essere liberati dal Tribunale del Riesame che annullò gli arresti perchè il quadro indiziario fu ritenuto carente.

Ora si riaccende l’attenzione sul caso con nuovi accertamenti, da effettuare giovedì prossimo, disposti dal titolare dell’inchiesta, il pm Carlo Cinque, accertamenti biologici da effettuare sul posto dove è stato rinvenuto il corpo carbonizzato di Truisi.

 

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