Agrigento

L’inchiesta su Lillo Pisano, c’è una “gola profonda” dietro la svolta?

Un comunicato della Procura irrompe in un “piatto” sabato mattina di fine ottobre. Ai più attenti non sarà sfuggito un passaggio che potrebbe rappresentare il punto di svolta dell’intera inchiesta

Pubblicato 1 ora fa

La bomba era già scoppiata il 27 marzo scorso quando sono stati redatti i primi avvisi di garanzia, poi notificati tre giorni più tardi agli indagati. “Eventopoli” è stata ribattezzata. Un’attività investigativa, condotta dalla polizia giudiziaria della Procura di Agrigento, sotto traccia. Silenziosa. Ma che, inevitabilmente, ha fatto parecchio rumore. Come si diceva una volta, indagati “eccellenti”: il parlamentare di riferimento del territorio, espressione del partito di governo; il direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello, l’amministratore delegato del Distretto Turistico Valle dei Templi e una serie di “teste di legno” che si sarebbero ritrovate, improvvisamente, alla guida di associazioni (nell’orbita o comunque riconducibili in qualche modo dell’onorevole Pisano ndr) utilizzate come bancomat. Ma quello di marzo era soltanto l’inizio. In appena sette mesi, infatti, l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio fino ad arrivare ad oggi. Un comunicato stampa della Procura di Agrigento irrompe in un sabato mattina di fine ottobre parecchio “piatto”. Anche questa volta facendo molto rumore. Ai già noti indagati se ne aggiungono altri tre: il dirigente del Comune di Agrigento, Antonio Insalaco; il dirigente all’Assessorato regionale al Turismo, Antonio Librizzi, e l’ex assessore alla Cultura del Comune di Agrigento (oggi consigliere comunale di Fratelli d’ Italia), Costantino Ciulla. Per i primi due è stata chiesta una misura interdittiva mentre per l’onorevole Lillo Pisano la richiesta del procuratore capo Giovanni Di Leo è ben più aspra: il carcere. Il parlamentare (che si dice estraneo ai fatti e fiducioso nella magistratura) si presenterà, accompagnato dai suoi avvocati Silvio Miceli e Mattia Caleca, davanti il gip Michele Dubini per l’interrogatorio preventivo. In ogni caso, qualora fosse accolta la custodia in carcere, bisognerà passare dal Parlamento. 

Ma tra le righe di quel comunicato c’è un passaggio che ai più attenti non sarà sfuggito, o forse sì: “È stata altresì svolta l’audizione di numerose persone informate sui fatti e l’interrogatorio di un indagato”. Ecco, il punto di svolta dell’intera inchiesta potrebbe essere proprio in quella manciata di parole, passata in sordina, a fine documento. È lecito ipotizzare, infatti, che dietro al lavoro certosino della polizia giudiziaria agrigentina ci sia anche una “gola profonda” che abbia indubbiamente accelerato l’attività fornendo spunti, documenti, carte di credito, indicando dove e cosa cercare. Una persona evidentemente molto vicina (forse adesso non più) alla cerchia dell’onorevole Pisano che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) aver fornito un contributo (anche autoaccusatorio, perchè no ndr) alle indagini. Ed è così che da un “semplice” avviso di garanzia si arriva alla richiesta della più estrema misura cautelare: la custodia in carcere. E anche qui c’è un altro passaggio che certamente i più attenti avranno notato: i reati contestati in origine (peculato, truffa) si sono “aggravati” con la contestazione dell’associazione a delinquere, segno questo che i pm sono convinti di avere raccolto gli elementi utili a sostenere tale tesi. I numerosi “omissis” che compaiono negli atti, infine, sono il segnale di un’attività viva più che mai e che, molto probabilmente, causerà ancora parecchio rumore. 

LA PROCURA METTE NEL MIRINO ANCHE IL CONCERTO DI ACHILLE LAURO

Le accuse sono pesantissime: associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata in danno della Regione Sicilia e del Comune di Agrigento, falso ideologico, finanziamento illecito al candidato alle elezioni nazionali, con particolare riferimento a finanziamenti per la realizzazione di manifestazioni turistiche e culturali, ed in particolare per il periodo di Natale del 2022. Ecco, tra gli eventi finiti nel “mirino” della procura c’è anche il “concertone” di Achille Lauro. Ma non soltanto. Una prima tranche dell’indagine, che evidentemente si è allargata a macchia d’olio, ipotizzava altre tre manifestazioni: “Xena Akragantos”,“Natale destinazione Agrigento” e “Destinazione Agrigento Costa del Mito”. Per questi progetti – nonostante facessero parte di un medesimo complesso di eventi – sarebbero stati chiesti finanziamenti pubblici pari a 602 mila euro triplicando così di fatto il reale importo. I tre “nuovi” indagati odierni si aggiungono ai già noti Fabrizio La Gaipa, ex amministratore del “Distretto turistico Valle dei Templi”; Salvatore Prestia, ex direttore generale della Fondazione Teatro Pirandello; Calogero Casucci, “vicino” al deputato Pisano nonché componente di un’associazione; Antonio Migliaccio, ex autista di Pisano e legale rappresentante di un’altra associazione culturale; Laura Cozzo, moglie del direttore Prestia, legale rappresentata di una terza associazione.

L’ONOREVOLE PISANO: “IO ESTRANEO AI FATTI”

Intanto il deputato Calogero Pisano, dopo aver ricevuto l’avviso, ha commentato così: “Ho ricevuto un atto del Gip del Tribunale di Agrigento con il quale sono stato invitato a comparire per l’interrogatorio preventivo. Nei prossimi giorni, insieme ai miei avvocati Mattia Caleca e Silvio Miceli, esaminerò attentamente il contenuto dell’atto e valuteremo le iniziative più opportune. Affronto questo passaggio conscio della mia estraneità ai fatti contestati e con la stessa serenità e fiducia nella Magistratura che ho manifestato sin dall’inizio della vicenda, nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e con la convinzione di poter chiarire ogni aspetto nelle sedi previste dalla legge.“

 

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