Apertura

Lui, lui e l’altro: il “triangolo” che rischia di spaccare Controcorrente ad Agrigento

Da una parte Sodano, dall'altra La Vardera e nel mezzo Crosta: si cerca una mediazione prima che si rompa la giunta

Pubblicato 4 minuti fa

L’inizio della (potenziale) fine della love story tra Controcorrente e l’amministrazione comunale di Agrigento inizia nel pomeriggio di venerdì. Ismaele La Vardera è già in città per preparare i suoi Stati generali. Arriva a Palazzo dei Giganti per incontrare il sindaco Michele Sodano (già Michi, così come lui era Isma prima che entrambi usassero pubblicamente formule più formali) e soprattutto il vicesindaco Giovanni Crosta. Sul tavolo c’è la questione della ormai famigerata casa di Zingarello sui cui pende una domanda di sanatoria che, ancora oggi, nessuno sa che esito avrà.

Il gruppo di Controcorrente rimane chiuso con il suo leader per ben sei ore. La Vardera ribadisce più volte la necessità di una presa di posizione netta da parte di Crosta, che però svia e decide di uscire pubblicamente nel modo “soft” in cui era già intervenuto nei giorni precedenti. Gli viene chiesto, pare, di annunciare esplicitamente la volontà di demolire la casa qualora la sanatoria sarà negata. Ma nulla: nessuna ammissione non di colpa, ma almeno di un “errore comunicativo”. Stessa linea segue Sodano, che un po’ minimizza e un po’ rassicura. Alla fine di quella serata avviene un fatto che, per certi versi, è persino più grave – politicamente parlando -: Crosta, da assessore alla Polizia locale ma, anche, da soggetto con un potenziale conflitto di interessi sul tema, firma un atto di indirizzo con l’assessore ai Lavori Pubblici Mariuccia Micciché per spingere gli uffici alla definizione rapida delle pratiche di sanatoria. Scavalcata, e non coinvolta, Eleonora Sciortino, che in realtà in quanto assessore all’Urbanistica avrebbe avuto più titolo del vicesindaco a sottoscrivere questo atto.

Arriva la data di inizio degli Stati generali: La Vardera, ancor prima che la convention inizi, butta sul tavolo la vicenda, spiegando che lui è diverso dagli altri leader, perché ha per primo chiesto chiarezza ai diretti interessati e alla regione. La Giunta – presenti solo i “controcorrentini” – non apprezza e, certamente, non apprezza Crosta, tanto che il giorno dopo nessuno di loro si presenta, per spuntare (senza il vicesindaco) solo nel pomeriggio di domenica, in chiusura della manifestazione. Nel mezzo, uno scontro tra La Vardera e Sodano davanti alle telecamere delle Iene, giunte in città sulla scia del “Caso Crosta” per fare le pulci al loro ex collega Ismaele. Come ricostruito dal quotidiano mowmag, il deputato avrebbe affermato “Cosa credi, di essere nella Dc di Cuffaro? Ti è presa la poltronite. Ho sbagliato a credere in te”.

La Vardera, raccontano i suoi, avrebbe anche ricevuto rassicurazioni in merito al fatto che Crosta avrebbe rimesso le sue deleghe e lo avrebbe annunciato sui social. Cosa che, ovviamente, non è avvenuta. “Hanno rovinato la festa di Controcorrente”, avrebbe detto con amarezza il parlamentare regionale.

Il giorno dopo, arriva la presa di posizione più netta: Crosta deve lasciare. Ma non perché la casa sia abusiva o meno: quello che viene contestato – off records – al vicesindaco di Sodano è di non aver saputo fronteggiare bene la vicenda da un punto di vista mediatico e di aver assunto un approccio “democristiano” sul tema. Insomma, bisognava essere coerenti al contesto, cioè ad un partito che avrebbe fatto fuoco e fiamme contro gli avversari in una situazione similare.

Sodano prima dice di “aver appreso dalla stampa” di tutta la vicenda, poi blinda Crosta dietro un “vedremo il da farsi”. Nel frattempo, pare, non risponda al telefono a nessuno, men che meno a La Vardera, che ha verosimilmente tracciato – ma non comunicato – una dead line entro la quale bisognerà decidere se stare dentro o fuori e se, chiaramente, il “Modello Agrigento” è morto in culla o no.

Infine, una postilla: su Instagram il deputato Meloniano Manlio Messina, lo stesso che in campagna elettorale aveva diffuso notizie contro Sodano, Mariuccia Micciché e Crosta (ma per tutt’altre vicende) annuncia che ci sono “altri scandali pronti a scoppiare” sulla giunta agrigentina.

Una previsione o uno spoiler?

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.30/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.30/2026
Pagina 1 di 15
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv