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Mafia, processo “Vultur”: la testimonianza balbettante del testimone estorto. La figura del palmese Condello

Udienza, parecchio delicata, in Tribunale ad Agrigento, del processo scaturito dall’inchiesta antimafia denominata “Vultur”. A deporre un commerciante di mobili di Camastra, Calogero Barbara vittima di estorsione, che ha riferito ai giudici non senza difficoltà, di come un palmese, Giuseppe Condello, ucciso anni fa in un agguato insieme al suo autista Vincenzo Priolo, sia andato […]

Pubblicato 8 anni fa

Udienza, parecchio delicata, in Tribunale ad Agrigento, del processo scaturito dall’inchiesta antimafia denominata “Vultur”.
A deporre un commerciante di mobili di Camastra, Calogero Barbara vittima di estorsione, che ha riferito ai giudici non senza difficoltà, di come un palmese, Giuseppe Condello, ucciso anni fa in un agguato insieme al suo autista Vincenzo Priolo, sia andato nel suo negozio: “Venne insieme ad altre persone e mi disse che dovevo mettermi in regola. Venne nel mio negozio facendo finta di essere un cliente e mi chiese il prezzo di alcuni mobili, lo conoscevo come uno che andava in giro rompere le scatole e che aveva avuto problemi con la giustizia. Mi invitò a mettermi in regola e andò via”.

Il processo “Vultur”, dunque, fa riemergere il nome di Peppe Condello, pregiudicato di Palma di Montechiaro descritto come sanguinario e cocainomane dal pentito sub judice Giuseppe Tuzzolino che Condello conosceva molto bene per averne condiviso anche azioni criminali.

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