Porto Empedocle, 28 migranti positivi al coronavirus

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Porto Empedocle, 28 migranti positivi al coronavirus

di Redazione
Pubblicato il Lug 31, 2020
Porto Empedocle, 28 migranti positivi al coronavirus

Sono 28 i migranti risultati positivi al coronavirus che si trovano attualmente in isolamento nella tensostruttura di Porto Empedocle. L’allarme era stato lanciato dal primo cittadino di Porto Empedocle Ida Carmina già nella serata di ieri ma in attesa di conferma. Conferma che purtroppo è arrivata nella mattinata di oggi con il test che ha dato esito positivo. 

I migranti positivi, la maggior parte tunisini ma anche bengalesi, sono sbarcati a Lampedusa negli scorsi giorni per poi essere trasferiti a Porto Empedocle. Attualmente si trovano in isolamento nella struttura della protezione civile a pochi passi dal porto. Struttura che in teoria potrebbe ospitare non più di cento persone e che , invece, al momento ne accoglie il doppio. “La situazione è grave, so che i migranti dovranno essere trasferiti” ha dichiarato il primo cittadino di Porto Empedocle. Negli scorsi giorni, proprio nell’hub empedoclino, un folto gruppo di migranti ha tentato la fuga. 

Intanto proprio oggi, in seguito ad un appello del primo cittadino pentastellato, è atteso nel comune agrigentino il capo politico del movimento cinque stelle e viceministro dell’interno, Vito Crimi.

Oggi invece il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in una intervista al Corriere della Sera, è tornato sul punto: “La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale. Quanto accaduto a Caltanissetta e a Porto Empedocle deve far pensare, i cittadini chiedono giustamente delle risposte e il dovere di uno Stato è darle quelle risposte, lavorando per risolvere il problema alla radice.” E’ quanto dichiara il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista al Corriere della Sera in cui afferma che “bisogna lavorare subito ad un accordo con le autorità tunisine affinché sequestrino in loco e mettano fuori uso barchini e gommoni utilizzati per le traversate, perché le imbarcazioni che stanno arrivando sono di questo tipo qui, cosiddette fantasma, spesso fuggono ai radar”. “Il momento è molto delicato, lo ha fatto presente anche la ministra Lamorgese – ha continuato Di Maio  – C’è una fase di instabilità politica in Tunisia che sta alimentando gli arrivi verso l’Italia e noi non dobbiamo pensare a come fermare gli sbarchi, ma a come bloccare le partenze. Questo è il nodo che stiamo affrontando già a livello governativo. Anche perché la Tunisia è un Paese sicuro e chi parte per l’Italia viene rimpatriato”. Per quanto riguarda l’azione del governo, il ministro sottolinea che “il piano da avanzare è articolato. Intanto va portato avanti il negoziato per un nuovo accordo in materia migratoria e presto io stesso andrò a Tunisi per affrontare il tema, ma prima voglio i fatti”.


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