Raffadali, 73enne arrestata per stalking al vicino: benzina sul portone e biglietto con minacce
Da sei mesi avrebbe reso la vita del vicino di casa un inferno danneggiando la sua auto, lasciando un biglietto minatorio e addirittura cospargendo con della benzina sia il portone dell’abitazione che della sua attività lavorativa
Da sei mesi avrebbe reso la vita del vicino di casa un inferno danneggiando la sua auto, lasciando un biglietto minatorio e addirittura cospargendo con della benzina sia il portone dell’abitazione che della sua attività lavorativa. I carabinieri di Raffadali hanno arrestato una 73enne del posto – I.L. – con l’accusa di stalking. La donna, difesa dall’avvocato Antonino Gaziano, è stata trasferita in carcere. Il gip Micaela Raimondo ha convalidato il provvedimento disponendo la custodia cautelare.
Gli atti persecutori ai danni del vicino – secondo l’accusa – risalirebbero al giugno scorso. La donna, convinta che il vicino di casa le avesse danneggiato l’auto, avrebbe posto in essere una serie di condotte tali da determinare ansie e timori per l’uomo e la sua famiglia. Il primo atto risale all’estate scorsa quando, sempre secondo quanto ricostruito, la signora avrebbe lanciato pietre all’indirizzo del veicolo del vicino. Qualche mese più tardi l’escalation non si sarebbe arrestata, anzi. All’inizio del 2026 la donna avrebbe lasciato un biglietto minatorio con scritto “se trovo qualcosa fuori posto ti vengo a prendere” e, subito dopo, avrebbe addirittura cosparso con della benzina sia il portone dell’abitazione del vicino che l’ingresso della sede della sua attività lavorativa.
I carabinieri nelle scorse ore hanno effettuato una perquisizione in casa della donna trovando il contenitore con ancora tracce di benzina ma, soprattutto, acquisito le immagini di una telecamera di sorveglianza che “incastrerebbero” la 73enne. Il gip, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto la custodia in carcere per la donna ritenendola “unica misura idonea a scongiurare il pericolo di reiterazione del reato in considerazione che l’indagata vive nelle immediate vicinanze della persona offesa”.




