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“Ucciso a 17 anni perchè sospettato di un furto”, fissato il processo di appello

Antonio Morgana, ragazzo di appena 17 anni, venne ucciso con tre colpi di pistola in contrada Ciotta a Palma di Montechiaro nell’ottobre 2013

Pubblicato 17 minuti fa

Il caso dell’omicidio di Antonio Morgana, un ragazzino non ancora maggiorenne colpito mortalmente con tre colpi di pistola il 23 ottobre 2013 a Palma di Montechiaro, approda in appello. Il processo si aprirà il prossimo 2 luglio davanti la seconda sezione della Corte di assise di appello di Palermo. Sul banco degli imputati siede Calogero Pietro Falco Abramo (difeso dall’avvocato Maurizio Buggea), 70 anni, di Racalmuto, condannato a 20 anni di reclusione in primo grado. I familiari della vittima sono rappresentati dall’avvocato Santo Lucia.

Un delitto che per oltre dieci anni è rimasto un “cold case” fino all’incredibile svolta nelle indagini e il rinvio a giudizio dell’imputato. Alla base dell’agguato ci sarebbe un piccolo furto messo a segno in un immobile di proprietà dell’imputato. L’omicidio si consuma la sera del 23 ottobre 2013 in contrada Ciotta, nelle campagne di Palma di Montechiaro. Antonio Morgana si trova in un piazzale all’interno di un’auto in compagnia di altri quattro amici: Calogero Pace, Giuseppe Palermo, Mohchine Maukan e Angelo Azzarello. Improvvisamente diversi colpi di pistola calibro 7.65 squarciano il silenzio della notte: due proiettili colpiscono mortalmente Morgana, uno invece ferisce alla gamba Pace mentre gli altri due ragazzi rimangono miracolosamente illesi. Inutile la disperata corsa verso l’ospedale San Giacomo d’Altopassi di Licata. Morgana era già morto. 

Le indagini sull’omicidio si sono fin da subito concentrate sul possibile movente del furto anche alla luce delle dichiarazioni di uno dei cinque giovani presenti quella notte. Uno di loro, nonostante il buio e le condizioni avverse, fa il nome del presunto assassino agli investigatori, affermando di averlo visto. Si tratta di un 62enne di Palma di Montechiaro che, poco dopo, viene sottoposto a fermo. Una pista che però fa acqua da tutte le parti e non convince del tutto gli inquirenti. Il 62enne, infatti, viene scarcerato poco dopo anche grazie ad un alibi di ferro. La sera del delitto era a giocare a carte al centro commerciale Le Vigne insieme ad altri amici. Così le successive investigazioni hanno portato dritto a Falco Abramo, proprietario di un immobile in contrada Ciotta. 

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