Caltanissetta

Blitz “Cruis”, traffico droga da 40 mila euro al mese: nove misure cautelari

E’ stata battezzata “Cruis” l’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta che ha sgominato un’organizzazione di spacciatori e trafficanti di cocaina nel territorio di Gela. Il blitz è scattato all’alba a Gela, Catania, Venezia, Lodi, Desenzano del Garda, Cecina, Ravenna e Ragusa, con la collaborazione di unità cinofile e dello Squadrone eliportato cacciatori. Eseguite […]

Pubblicato 8 anni fa

E’ stata battezzata “Cruis” l’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta che ha sgominato un’organizzazione di spacciatori e trafficanti di cocaina nel territorio di Gela.

Il blitz è scattato all’alba a Gela, Catania, Venezia, Lodi, Desenzano del Garda, Cecina, Ravenna e Ragusa, con la collaborazione di unità cinofile e dello Squadrone eliportato cacciatori. Eseguite nove misure cautelari e numerose perquisizioni.

L’attività d’indagine, avviata nell’ottobre 2014 dalla Sezione Operativa del Nucleo operativo e radiomobile di Gela e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura per i minorenni di Caltanissetta, ha documentato il ruolo di vertice svolto da Crocifisso Di Gennaro. Cuore dell’attività il Bar Cruis, dove il gruppo si incontrare i clienti si rifornivano e all’uomo è contestato anche il reato di intestazione fittizia di beni: allo scopo di eludere l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali, infatti, aveva attribuito fittiziamente la titolarità del bar, in concorso con Rosario Marchese, alla moglie di quest’ultimo. Braccio destro di Di Gennaro Vincenzo Cannizzo, già coinvolto in varie operazioni, mediatore tra lui e i pusher: gestiva direttamente un gran numero di giovani spacciatori.

Fornitori erano i catanesi Antonino Santonocito e Giuseppe Agatino Barbagallo, e l’albanese Almarin Tushja, gravitante nella zona di Santa Croce Camerina.

Utilizzavano tra loro un linguaggio criptico, o spesso semplici squilli telefonici in codice o sms. Il giro d’affari era di circa 1.500 al giorno, per un volume mensile di circa 40 mila euro. In carcere sono finiti Barbagallo, 22 anni, di Catania, Cannizzo, 40 anni, di Mestre, Di Gennaro, 37 anni, di Gela, Santonocito, 64 anni, di Catania, Tushja, 28 anni, preso a Cecina; e due gelesi all’epoca minorenni. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Marchese e collocamento in comunità per un ventenne all’epoca minorenne. Svolte 19 perquisizioni a Ravenna e Ragusa.

I reati contestati sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, cessione, trasporto, detenzione illecita di stupefacenti, intestazione fittizia di beni in concorso.

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