Etna: eruzione laterale a bassa quota, magma in Valle del Bove
La frattura eruttiva si trova a quota 2.100 metri circa all'interno della Valle e la colata sembra aver raggiunto, attualmente, quota 1.500 metri circa.
E’ una eruzione laterale a bassa quota quella che dalla mezzanotte di Capodanno preoccupa gli abitanti dei paesini intorno all’Etna. Il fiume lavico si e’ riversato finora nella Valle del Bove, un immenso bacino naturale per lo piu’ pianeggiante alla base del vulcano. La frattura eruttiva si trova a quota 2.100 metri circa all’interno della Valle e la colata sembra aver raggiunto, attualmente, quota 1.500 metri circa.
“I sensori termici su satelliti, -ha spiegato ieri in tarda serata il vulcanologo della sezione catanese dell’Istituto vulcanologico (Ingv) – hanno cominciato a misurare anomalie di calore e in mattinata alcune immagini satellitari mostravano un nuovo flusso lavico che si stava formando nell’alta Valle del Bove, sotto la cresta di Serracozzo. Si e’ attivata una frattura eruttiva con alcune bocche, in prossimita’ del cono di Monte Simone, testimone di un’eruzione nel 1811-1812. Cosi’ ha avuto inizio questa eruzione laterale, silenziosa”. “Vista dal basso versante orientale dell’Etna – ha proseguito il vulcanologo – sembra incredibilmente bassa e vicina ai paesi (Milo e Fornazzo). Per ora fortunatamente non e’ cosi’, dal fronte piu’ avanzato mancano circa 5 km a Fornazzo e 5.5 km a Milo, distanze non cosi’ facilmente superabili una volta che una colata di lava ha gia’ fatto un po’ di strada a monte”.
L’inizio dell’eruzione non e’ stato visto ne’ dagli abitanti etnei, ne’ dalle telecamere, Ingv e private, perche’ “il fianco orientale era avvolto da una densa copertura nuvolosa”. “Solo all’imbrunire – ha aggiunto Behncke – era evidente un forte bagliore nelle immagini di alcune webcams, tra cui anche quella dell’Ingv a Vulcano! Ancora una volta l’Etna ci ha sorpreso; il tremore vulcanico si stava affievolendo, i segni di attivtia’ esplosiva ai crateri sommitali erano sempre meno evidenti (a parte qualche sbuffo di cenere dai crateri Bocca Nuova e Nord-Est in giornata). Un colpo di scena solo pochi giorni dopo quello dei parossismi al Cratere di Nord-Est del 27 dicembre”. Il ricordo di molti va al 2018, quando il magma si spingeva con forza nel fianco del vulcano, causando lo spostamento del versante orientale, evento che ha provocato il terremoto di Santo Stefano. “Ora – spiega Behncke – il magma esce tranquillamente da una frattura possibilmente gia’ presente nel fianco, quindi niente forzatura, tutto molto piu’ tranquillo”.
Foto di Gianni Pennisi e Etnalive






