Catania

Operazione “All inclusive”: falsi certificati per ottenere agevolazioni per invalidi

Notificati 27 avvisi di conclusione indagini preliminari

Pubblicato 2 ore fa

La Procura della Repubblica di Caltagirone, a coronamento di una complessa e articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria in stretta sinergia con i militari della Compagnia di Caltagirone, ha disposto la notifica del decreto di avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 27 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di un collaudato sistema finalizzato alla frode ai danni dello Stato e degli enti previdenziali . I reati contestati, a vario titolo, sono millantato credito alla corruzione, dal traffico di influenze illecite all’esercizio abusivo della professione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche diverse ipotesi di falso. L’indagine, condotta tra il gennaio 2020 e il dicembre 2022, ha svelato l’esistenza di un vero e proprio “mercato delle certificazioni”. Grazie alle attività tecniche, pedinamenti ed accurati accertamenti documentali, gli inquirenti hanno ricostruito come vari specialisti del settore avrebbero rilasciato, dietro compenso, false diagnosi per patologie inesistenti o aggravate, propedeutiche al riconoscimento di pensioni di invalidità civile e altri benefici assistenziali.

Il provvedimento colpisce una rete che vedeva il coinvolgimento non solo di privati cittadini che avrebbero ottenuto tali benedici, ma anche di figure professionali che avrebbero dovuto garantire la regolarità delle procedure. Tra i 27 indagati figurano infatti 4 medici in servizio presso l’Asp di Catania, 1 commercialista, 1 avvocato e 1 sedicente legale. Secondo quanto emerso, il rilascio dei certificati medici compiacenti sarebbe avvenuto dietro il corrispettivo di ingenti somme di denaro, dai 2.000 ai 4.000 euro per soggetto. Un meccanismo che avrebbe permesso a soggetti privi dei requisiti sanitari di accedere indebitamente a risorse pubbliche, sottraendole a chi ne avrebbe avuto realmente diritto.

L’attività investigativa – infatti – ha permesso di individuare un modus operandi ben definito: un commercialista 73 enne di Scordia e un falso avvocato 46enne di Caltagirone avrebbero agito da intermediari tra i richiedenti e i medici specialisti (2 neurologi e 1 fisiatra dell’Ospedale “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone e 1 psichiatra operanti presso il locale Dipartimento di Salute Mentale).

Il nome dell’operazione “All inclusive” deriva dal “pacchetto completo” proposto dai due intermediari, i quali avrebbero garantito: il rilascio di certificati medici falsi, spesso retrodatati e sulla base di informazioni acquisite senza nemmeno visitare i soggetti; l’assistenza nella presentazione dell’istanza alla Commissione Medica dell’Inps, con preparazione del soggetto per fingere la patologia e partecipando anche personalmente alle visite collegiali; l’eventuale assistenza legale nei procedimenti civili presso il Tribunale di Caltagirone in caso di rigetto dell’istanza.

 Gli inquirenti, grazie alla ricostruzione accurata dei fatti, hanno documento che tale procedura truffaldina sarebbe stata adottata per almeno 19 soggetti invalidi o falsamente tali.

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