Giro di prostitute a Sciacca: fermata, e portata in carcere, la moglie di Gianni “Il Bello”

Redazione

Cronaca

Giro di prostitute a Sciacca: fermata, e portata in carcere, la moglie di Gianni “Il Bello”

di Redazione
Pubblicato il Dic 3, 2016
Giro di prostitute a Sciacca: fermata, e portata in carcere, la moglie di Gianni “Il Bello”

E’ finita nei guai nell’operazione Portobello insieme al marito Giovanni Melluso, detto “Gianni il bello”, principale accusatore del presentatore Enzo Tortora, arrestato nel 1983 anche a seguito delle sue rivelazioni, poi risultate infondate.

Lei è Raffaella Pecoraro, 51 anni, di Napoli,consorte del saccense, ed era stata coinvolta anche lei, come il marito, nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Sciacca, che aveva scoperto un giro di squillo tra Sciacca e la vicina Menfì messo su dallo stesso Melluso, secondo l’accusa, insieme alla moglie e ad altri due complici: Pellegrino Grisafì e Stefano Giovanni Ernesto.

Per loro la corte di Appello aveva confermato le condanne di primo grado (4 anni per Pecoraro, 3 anni e 4  mesi per Grisafì, 3 anni per Ernesto). L’inchiesta “Portobello” portò alla scoperta di un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione utilizzando giovanissime donne sudamericane e rumene.

La donna, ha iniziato a scontare la rimanente pena di 3 anni e 7 giorni dopo il periodo in cui è rimasta a ai domiciliari dopo che la sentenza a carico della donna è diventata definitiva.Ora la Pecoraro, dopo che è stata arrestata dalla Polizia di Sciacca, si trova reclusa nel carcere di contrada Petrusa, struttura dotata di una sezione femminile.


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