Inchiesta “Black list”, chiuse le indagini: si profila richiesta rinvio a giudizio per Lo Bosco, Campione, Marranca e Quattrocchi

Redazione

Agrigento

Inchiesta “Black list”, chiuse le indagini: si profila richiesta rinvio a giudizio per Lo Bosco, Campione, Marranca e Quattrocchi

di Redazione
Pubblicato il Dic 5, 2016

Chiusura delle indagini, notifica del provvedimento giudiziario e anticamera della richiesta di rinvio a giudizio.

Si chiude così la prima fase dell’inchiesta giudiziaria denominata “Black list” che nell’ottobre dello scorso anno porto all’arresto di Dario Lo Bosco, già presidente di Rete Ferroviaria Italiana nonché presidente dell’Ast, l’Azienda siciliana trasporti, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi dirigenti del Corpo Forestale della Regione Sicilia.

E’ la vicenda legata all’aggiudicazione della gara per la nuova rete di comunicazione via radio della Forestale che ha avuto per protagonista l’imprenditore agrigentino Massimo Campione, fermato la notte tra il 3 e il 4 settembre 2015 dagli agenti della Squadra mobile di Palermo all’aeroporto Falcone Borsellino che perquisiscono la sua macchina.

Nella Audi A3 fu trovata una borsa in pelle di colore nero che contiene 15 fogli scritti a mano e al computer su carta intestata alla “Edilmeccanica G. Campione srl”. Vi sono annotate date e cifre accanto ad una serie di nomi tra cui “Quattrocchi”, “Albero”, “Marranca”, Tolomeo”. Per gli investigatori sono destinatari di tangenti come poi confermato – appena messo alle strette – dallo stesso imprenditore.

Oltre Marranca, Quattrocchi, Lo Bosco c’erano anche i nomi di Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della forestale, Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla Forestale, finiti indagati ma non arrestati insieme alla collaboratrice di Campione,  Maria Grazia Butticè.

Per questi ultimi, la cui posizione è stata stralciata,  è possibile ipotizzare una richiesta di archiviazione.

Per tutti l’accusa è di corruzione ed altro per avere intascato tangenti nel seguente modo: 56 mila euro per Lo Bosco; per i funzionari Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca che, in cambio, avrebbero velocizzato “ogni aspetto burocratico e operativo”, € 149.500,00 per il primo, 90.000 € per il secondo ma anche l’assunzione della moglie e della figlia di Marranca in ditte amiche ed  una fornitura di climatizzatori per Quattrocchi.

Tutti gli indagati hanno sempre respinto le accuse.


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