Cronaca

Segano sbarre e in tre scappano dal carcere di Favignana: tra loro un ergastolano

Intorno alle 3 di stanotte tre uomini sono evasi dal carcere dell’isola di Favignana, sembra dopo aver segato le sbarre. La notizia è stata confermata dalla direzione del penitenziario. Stanotte tre uomini sono evasi dal carcere “Giuseppe Barraco” segando con un piccolo seghetto, le sbarre della loro cella al secondo piano. Poi, secondo le prime […]

Pubblicato 8 anni fa

Intorno alle 3 di stanotte tre uomini sono evasi dal carcere dell’isola di Favignana, sembra dopo aver segato le sbarre. La notizia è stata confermata dalla direzione del penitenziario.
Stanotte tre uomini sono evasi dal carcere “Giuseppe Barraco” segando con un piccolo seghetto, le sbarre della loro cella al secondo piano. Poi, secondo le prime ipotesi, sarebbero saliti sul tetto del reparto e con delle lenzuola usate come fune, si sarebbero lanciati sul muro di cinta.
Poi, sempre con le stesse lenzuola, si sono calati, da un’altezza di cinque metri, dal muro che si affaccia su via Libertà.
I tre evasi sono:
Adriano Avolese (e non il padre Mario come diffuso in precedenza). Nel 2002 a Pachino (Sr) uccise Sebastiano Di Rosa, 24 anni, per una vendetta nei confronti del fratello della vittima, Salvatore, che avrebbe insidiato la moglie. Condannato all’ergastolo.
Giuseppe Scardino 41 anni, deve scontare una pena di oltre 15 anni di reclusione per una serie di rapine violente e per il tentativo di omicidio di un poliziotto a Scoglitti, frazione di Vittoria: reati compiuti tra il 2006 e il 2007.
Scardino era stato complice di Massimo Mangione, 37 anni, condannato a 12 e 8 mesi, il terzo evaso, nelle rapine e con lui sparò all’impazzata nel centro di Scoglitti ferendo una donna per sfuggire a due poliziotti che l’avevano riconosciuto perchè ricercato per rapina e che cercarono di uccidere. Mangione tentò di uccidere un poliziotto sparandogli un colpo di pistola alla tempia ma la pistola s’inceppò.
I fuggiaschi potrebbero ancora trovarsi sull’isola. Dalle prime verifiche della polizia penitenziaria sembrerebbe che non si siano imbarcati su nessun mezzo di linea. L’ipotesi che possano essere partiti a bordo di una piccola imbarcazione privata trova poco riscontro nelle avverse condizioni marine.
Intanto, polizia penitenziaria, carabinieri, guardia di finanza e guardia costiera, stanno setacciando l’isola.
Il sindacato autonomo della Polizia penitenziaria Sappe, era stato il primo a dare la notizia dell’evasione, sia pur sotto forma di indiscrezione. “Quanto accaduto – dice Donato Capece, segretario generale del sindacato – è un evento irresponsabile e gravissimo. Nei primi sei mesi del 2017 si sono verificate nelle carceri italiane 6 evasioni da istituti penitenziari, 17 da permessi premio e di necessità, 11 da lavoro all’esterno, 11 da semilibertà e 21 mancati rientri di internati. La sicurezza interna delle carceri – conclude – è stata annientata da provvedimenti scellerati”.

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