Biodiversità, a Linosa si presenta “Il ragazzo delle berte” di Gianluigi Gherzi
Il libro sarà presentato all'interno del Festival “Ricucire Linosa”.
Nella Giornata Mondiale della Biodiversità, che si celebra il 22 maggio, la difesa degli ecosistemi passa anche attraverso la forza e la cura della scrittura e della poesia. In un’epoca di fragilità ecologica in cui la tutela delle specie a rischio è una priorità globale e un imperativo biologico ed etico, AnimaMundi edizioni — casa editrice da sempre attenta ai temi dell’ecologia, della natura e dello “sguardo altro” — presenta Il ragazzo delle berte di Gianluigi Gherzi (AnimaMundi, 2026), un’opera in cui la sensibilità del poeta si fa strumento di indagine scientifica. Il volume, con la prefazione di Daria Bignardi e le illustrazioni del biologo Dario d’Emanuele, viene presentato al Festival culturale “Ricucire Linosa”, che si svolge sull’isola dal 21 giugno al 6 luglio.
Al centro del libro, l’isola vulcanica di Linosa, l’antica Algusae, la “Montagna dei cinque colori” a metà strada tra la Sicilia e la Tunisia, che da febbraio a ottobre ospita la più grande colonia di berte maggiori del Mediterraneo. Questi straordinari uccelli marini, dal canto rauco e malinconico, che nidificano sulle scogliere rocciose dell’isola, sono veri e propri bioindicatori che permettono di misurare lo stato di salute dell’intero ecosistema marino.
Il racconto si muove su un doppio binario: la storia di Dario, da bambino legato alla sua terra a giovane studente universitario in “Scienze della Natura e dell’Ambiente”, e la vita sull’isola, “scomoda” e difficile da raggiungere. Un posto, scrive Gherzi, dove sembra impossibile che qualcuno possa vivere “in quelle case appese alla roccia che sembrano anche loro massi di vulcano, franati giù”, dove partire è più difficile che arrivare e lu ciavuru, l’odore delle uova di berta – un odore di mare, di pesce marcio che rimane attaccato alla pelle – dà nostalgia.
Se Dario e gli altri bambini hanno un’isola intera come stanza di giochi, “i bertari”, il gruppo di giovani ricercatori di cui Dario da grande farà parte, per le loro osservazioni scientifiche hanno l’intera isola. Attraverso una narrazione che intreccia poesia, illustrazioni zoologiche, botaniche e note scientifiche – moltissime le piante endemiche che la popolano -, Gherzi affonda lo sguardo in una storia profondamente umana e profondamente politica, che parla di biodiversità, di difesa dei territori difficili e di ecologia radicale – dove la protezione di una specie diventa la protezione dell’intero sistema -, ma anche di vocazione e amore per il selvatico. Proteggere le berte significa, di fatto, proteggere l’intero ecosistema pelagico.
Il libro, che ha dato vita anche allo spettacolo teatrale “A Fil di Cielo. Canto per chi vola” , viene presentato dall’autore, in dialogo con la scrittrice Claudia Lanteri e il biologo Dario d’Emanuele, all’interno del Festival “Ricucire Linosa” (21 giugno – 6 luglio).“Ricucire Linosa” è un progetto che unisce un’attività di volontariato sul territorio a un festival culturale, volto a “ricucire” il tessuto sociale dell’isola, duramente colpita, lo scorso gennaio, dal passaggio del ciclone Harry che allo Scalo ha danneggiato la banchina, l’attracco e la scalinata che porta all’anfiteatro.

