Cultura

“I Borghi Fantasma: Un Viaggio nella Sicilia Rurale” 

Il 21 dicembre partirà un affascinante itinerario che attraverserà alcuni dei borghi più significativi dei Monti Sicani. Un viaggio tra storia, paesaggio e memoria

Pubblicato 3 mesi fa

L’associazione Minerva APS organizza un evento unico alla scoperta dei borghi rurali siciliani, veri e propri “fantasmi” della riforma agraria. Il 21 dicembre 2025 partirà un affascinante itinerario che attraverserà alcuni dei borghi più significativi dei Monti Sicani. Un viaggio tra storia, paesaggio e memoria.

Il percorso si snoderà tra Borgo Ficuzza, Borgo Callea, Borgo Pasquale, l’Azienda Sperimentale Sparacia e l’imponente Borgo Regalmici, per poi concludersi presso la Torre del Salto d’Angiò. Si tratterà di un’esperienza immersiva che permetterà ai partecipanti di scoprire i luoghi dove le politiche di colonizzazione rurale del fascismo e poi degli anni ’50 e ’60 hanno lasciato il segno, ridisegnando il volto della Sicilia. Questi borghi, una volta pulsanti di vita, oggi raccontano storie di abbandono, ma anche di speranza e di rinascita.

L’itinerario si ispira al libro di Beniamino Biondi, un testo fondamentale per comprendere la storia dei borghi fantasma, luoghi che furono protagonisti di un ambizioso progetto di modernizzazione agricola e sociale, ma che oggi giacciono nell’oblio, testimoni silenziosi di un passato complesso e affascinante. Il viaggio permetterà ai partecipanti di immergersi nel paesaggio siciliano, che diventa un vero e proprio archivio di storie, di tracce lasciate dalla colonizzazione rurale, dalle prime sperimentazioni agrarie e dalla lotta per la terra, con uno sguardo rivolto al futuro di questi luoghi.

Il percorso, che si sviluppa in un’area tra le più suggestive e meno conosciute della Sicilia, offrirà ai partecipanti un’opportunità unica di riflessione sul legame profondo tra territorio e memoria collettiva. Il paesaggio, con la sua bellezza selvaggia e incontaminata, diventa la chiave per comprendere non solo la storia rurale dell’isola, ma anche le potenzialità di sviluppo sostenibile e di recupero di questi luoghi, che potrebbero diventare fucine di innovazione agricola, culturale e turistica.

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