Tentò di uccidere l’ex fidanzata, deve scontare pena residua: arrestato 28enne

Redazione

Enna

Tentò di uccidere l’ex fidanzata, deve scontare pena residua: arrestato 28enne

di Redazione
Pubblicato il Dic 28, 2018
Tentò di uccidere l’ex fidanzata, deve scontare pena residua: arrestato 28enne

Gli uomini della Squadra mobile della Questura di Enna, hanno eseguito l’ordine di esecuzione per la detenzione domiciliare, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna, in esecuzione di sentenza definitiva della Corte d’Appello di Caltanissetta, nei confronti di Giovanni Caramanna, ennese, 28 anni, riconosciuto colpevole del reato di tentato omicidio, nei confronti della ex-convivente, e per questo, dopo aver scontato già circa 3 anni di arresti domiciliari, condannato alla pena residua di 10 mesi e 25 giorni.

In particolare, all’epoca dei fatti, era il 2015, dopo una relazione sentimentale, interrotta dalla ragazza, Caramanna non accettava che la ragazza potesse avere nuove frequentazioni.

Dopo qualche tempo, però, la stessa decideva di recuperare alcuni effetti personali a casa dell’ex-fidanzato e, pertanto, si recava presso l’abitazione di lui. Il ragazzo, in uno scatto d’ira, le prendeva il telefono e la minacciava: «Questo è solo l’inizio, oggi non uscirai viva da qua! O sei mia o non sei di nessuno».

La ragazza tentava di recuperare il telefono ma veniva colpita al braccio con un coltello da cucina.

A quel punto, interveniva la madre del Caramanna, presente in casa al momento del fatto, che riusciva a disarmare il figlio; lo stesso, però, non intendeva desistere e, quindi, saltandole addosso, afferrava il collo della ragazza cercando di strangolarla, provocandole la frattura della clavicola e varie ecchimosi sul collo e sul volto.

La ragazza, ormai priva di sensi, giaceva a quel punto per terra in un lago di sangue, ma decisivo è stato l’intervento della madre di lui per farlo desistere dal suo intento delittuoso e a convincerlo a chiamare subito la Polizia denunciando il fatto.

Così il Caramanna chiamava un poliziotto che abitava vicino casa e gli urlava: «Venite, venite l’ho ammazzata».

Fortunatamente la ragazza si salvò e potè raccontarne i fatti agli investigatori della Squadra mobile di Enna che svolsero fin da subito le indagini e arrestarono il giovane.

 


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