Agrigento

Agrigento, Iacono (Commissario Camera di Commercio): “Con aeroporto quanti benefici per il turismo”

Sviluppo, aeroporto, università, sono questi alcuni argomenti dell’intervista di Diego Romeo a Salvo Iacono,  Commissario ad acta Camera di commercio Agrigento, che Grandangolo propone ai propri lettori: Lei si è insediato da poco ma essendo già un funzionario regionale avrà già chiaro il panorama economico della nostra provincia. Un panorama che certamente non è un […]

Pubblicato 8 anni fa

Sviluppo, aeroporto, università, sono questi alcuni argomenti dell’intervista di Diego Romeo a Salvo Iacono,  Commissario ad acta Camera di commercio Agrigento, che Grandangolo propone ai propri lettori:

Lei si è insediato da poco ma essendo già un funzionario regionale avrà già chiaro il panorama economico della nostra provincia. Un panorama che certamente non è un belvedere. Dal suo posto di osservazione cosa ci può dire del monitoraggio effettuato?
“Sono qua da quattro settimane nominato dall’assessore alle Attività produttive in attesa della unificazione delle Camere di Commercio. Il panorama che ho potuto toccare dati alla mano certamente si evidenziano situazioni di crisi da tutte le parti. Stiamo cercando di attuare il recupero dei diritti annuali che è l’unica entrata della Camera di commercio e stiamo cominciando a tagliare certe uscite superflue di vecchia generazione e concezione”.

Su aeroporto e università mi pare sia calato il sipario.
“Abbiamo chiuso il discorso sull’aeroporto e mi viene da pensare se negli anni 70 l’avessimo realizzato quanti benefici avremmo avuto col turismo sul quale finalmente stiamo avendo un po’ di attenzione. Sono stato consigliere provinciale e sull’aeroporto mi sono battuto insieme al presidente Fontana e dopo quarant’anni qualcuno che si è battuto per l’aeroporto dovrebbe essere o santificato o quanto meno esaltato. All’università sono legato da un punto di vista affettivo avendo due figli che la frequentano. La Camera di commercio non può salvare l’università, bisogna vedere il Cupa come si muove, mancano i fondi, altri enti non contribuiscono. A giorni contatteremo vertici del Cupa che sono cambiati e vedremo di affrontare questa situazione”.

Torniamo in dettaglio all’economia della provincia. Fortunatamente l’impasse attuale per formare un nuovo governo ha costretto i partiti a confrontarsi sui temi, i programmi. In passato accadeva ma non così come sono costretti a fare oggi. Per quello che si annuncia ritiene che finalmente daremo una scrollata più decisiva all’economia?
“Come opinionista 56enne che ha fatto tante cose nella sua vita le posso rispondere in una certa maniera. Ancora governo non abbiamo ed è il sistema elettorale a determinare tutto e porterà sempre ad una grande confusione. Ha visto quello che è successo in Molise e in Friuli. Intanto, bailamme, sa cosa ha fatto Renzi con la sua riforma? Ha tolto la tassa dei diritti annuali alle Camere di commercio. I programmi politici agiscono in una ottica diversa e lontana. Oggi l’accordo è difficile e così senza governo perdiamo tempo nel mondo. Su una cosa mi sto battendo e ne ho parlato col sindaco Firetto e cioè dobbiamo attingere ai fondi comunitari, è l’unica certezza che abbiamo. Non possiamo chiedere a Palermo o a Roma dove non ce ne sono. Ci dobbiamo attrezzare per attivare fondi comunitari. Questo è il messaggio importante che i politici devono dare. Qua perfino i pensionati se ne vanno in Portogallo dove i fondi europei si spendono in un anno come riescono a fare in Spagna e in Irlanda. Noi invece attorno ai fondi comunitari alziamo paletti e contro-paletti di legalità e illegalità. L’agricoltura è un campo dove ci si muove meglio con meccanismi che sono consolidati da tempo. La politica deve oggi semplificare se si vuole andare avanti”.

In Germania dove c’è una democrazia radicalizzata sono riusciti tra le altre cose e non ultimo il compromesso politico, a fare la riforma del welfare. In Italia sappiamo come è finita. Secondo lei vuol dire che la democrazia in Italia è ancora poco adulta e radicata?
“Lo sappiamo il carattere dei tedeschi, basti pensare che da sconfitti in guerra sono diventati la prima potenza europea. Hanno avuto capacità e intelligenza di riprendersi mentre noi non siamo stati capaci mai. Loro hanno regioni molto potenti mentre noi non riusciamo a sfruttare l’autonomia. Probabilmente è un problema di cultura che si riflette anche nel come riusciamo a realizzare la raccolta differenziata che è organizzata malissimo”.

Che dialogo si svolge con la camera di Commercio. C’è scambio di vedute, proposte, per esempio, dei sindacati?
“Con i sindacati si parla di impiegati, non vedo molti segnali da parte di gente che si dovrebbe sbracciare per smuovere le cose. Parliamo di immigrati dalla mattina alla sera, di raccolta differenziata, del resto non si parla”.

All’opinionista-economista porgo una domanda: Che impressione le fanno tutti quegli economisti che nei talk-show propongono una diversità di vedute che li avvicina alla babele delle lingue?
“E’ il modo di fare politica che ancora non riesce a capire lo stato in cui siamo. Pensiamo alla burocrazia regionale e a proposito devo dire che fra qualche anno ci troveremo con gente nuova che sostituirà chi andrà in pensione. La vedo in peggio. Per esempio esperti in Prg che è il volano del commercio dove confluiscono numerose competenze che attivano le possibilità di lavoro. Si veda oggi quanto tempo hanno perso i comuni che non hanno varato un Prg. La prima cosa che deve fare la politica è di attivare i Prg che ripeto sono il volano di tutto, questo è il messaggio che si deve portare avanti”.

Per non parlare dei piani paesaggistici…
“Questa è un’altra cosa anche questa poco osservata e che si riflette sulle difficoltà di investimenti. A proposito teniamo in gran conto che nel 2020 decadono tutte le concessioni demaniali e questo è un altro grave problema”.

Discorsi che ci portano diritto al mercato del lavoro dove non siamo riusciti a proteggere il lavoratore in tempi di crisi. Il ritardo è perlomeno preoccupante.
“Abbiamo già dato dei messaggi politici in questa nostra discussione, ho detto quello che la esperienza mi ha suggerito. Per quanto mi riguarda sto portando avanti il taglio di spese inutili anche perché, come le dicevo, i diritti annuali sono stati tagliati da Renzi, con i morosi stiamo attivando un rientro delle somme e tagliando contributi che si davano col metodo di tanti anni fa. Infine, le Stoai le abbiamo portate in città, in via Atenea per cui abbiamo uno stand diverso e interessante per le ceramiche esposte che saranno più facilmente visitate”.

La domanda più gettonata: preferirebbe un governo del presidente che vada a comporre una legge elettorale più sicura per i vincitori?
“A questo punto meglio lasciare Gentiloni,  sarà una cosa difficile e ritengo si troverà una figura istituzionale che avvierà una nuova legge elettorale”.

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