Agrigento

Parco Livatino, mons. Damiano: “Un giorno che segna la fioritura nelle nostre coscienze”

Oggi la cerimonia di inaugurazione

Pubblicato 1 mese fa



A circa sedici mesi dalla concessione dell’area da parte di Anas Sicilia e dopo un susseguirsi di sacrifici, impegno, dedizione e di riconoscimenti oggi finalmente è stato inaugurato il Parco Livatino, destinato non solo alla memoria di tutte le vittime di mafia, ma anche a momenti di raccoglimento e di preghiera.A realizzarlo è stata la Sezione agrigentina del Co.N.AI.Pa, Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio), proprio nel luogo dove fu ucciso il Giudice, oggi Beato.
“Sono emozionato, oggi è davvero un bellissimo giorno. Vogliamo che questo parco diventi una meta speciale per scuole e famiglie e per tutti coloro che intendono onorare il sacrificio di questi eroi affinchè possano coltivarne la memoria condividendone gli alti valori etici e sociali che la stele, in memoria del giudice Beato, evoca”, ha detto Mimmo Bruno presidente del Co.n.al.pa.

Il Parco si estende su una superficie di 4500 metri quadrati che l’Anas ha dato in concessione gratuita decennale al Conalpa Agrigento. L’intera area è stata oggetto di lavori importanti di bonifica. E’ stato realizzato anche un percorso delimitato da staccione e alberi. Collocate alcune panchine, installato impianto di illuminazione alimentato da sistema fotovoltaico e e sistema di videosorveglianza, sono state piantati 800 piante, tra cui 500 piante della macchia mediterranea donate dalla Questura di Agrigento, ed altre ancora sono state comprate dalle associazione ambientaliste, parrocchie, università, cittadini comuni e da vivai privati.

Un luogo che spesso, nonostante la stele in memoria del giudice, è stato abbandonato e deturpato, ma oggi alberi e fiori danno vita ad un luogo degno di rinascita”, ha continuato il presidente Bruno a margine della cerimonia che ha visto la partecipazione delle cariche civili e militari della provincia, la Chiesa, e tanta gente che conosceva il Beato Livatino. Un momento toccante di tutta la cerimonia la presenza sul luogo dell’eccidio, in contrada Gasena, della camicia intrisa del sangue del giudice Livatino. “Questo è luogo di martirio e di sangue versato, quel sangue che è ancora sulla camicia del giudice, e dal quel sangue è nato un parco, sono stati posti dei semi, piantati degli alberi. Un giorno che può segnare la fioritura delle nostre coscienze“, ha detto Alessandro Damiano, vescovo di Agrigento.

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