Accusato di essere boss di Campobello, Corte d’Appello respinge ricorso Procura Generale: torna in aula Sardino, non ammesso Di Gati
La Corte d’Appello di Palermo – presieduto da Giacomo Montalbano – ha rigettato la richiesta “così formulata” – della Procura Generale rappresentata dal pm Giuseppe Fici per la riapertura dell’istruttoria e sentire i pentiti Di Gati e Sardino – e i testi Palermo, Salvatore e Calogero Paci – nell’ambito del processo a carico di Gioacchino […]
La Corte d’Appello di Palermo – presieduto da Giacomo Montalbano – ha rigettato la richiesta “così formulata” – della Procura Generale rappresentata dal pm Giuseppe Fici per la riapertura dell’istruttoria e sentire i pentiti Di Gati e Sardino – e i testi Palermo, Salvatore e Calogero Paci – nell’ambito del processo a carico di Gioacchino Angelo Middioni, 41 anni, cugino del boss Giuseppe Falsone, accusato di essere a capo della famiglia mafiosa di Campobello di Licata.
Middioni, difeso dall’avvocato Giovanni Castronovo, è stato assolto in primo grado il 3 dicembre 2015 dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta allora da Giuseppe Melisenda Giambertoni.
La Corte d’Appello ha però disposto di sentire nuovamente – per ulteriori chiarimenti – il pentito Giuseppe Sardino, ex consigliere comunale di Naro ed ex fedelissimo di Falsone, Calogero e Salvatore Paci e Palermo.
Non sarà in aula, invece, Maurizio Di Gati, uno dei principali accusato di Middioni, già capo di Cosa Nostra in provincia di Agrigento spodestato proprio da Falsone nella lotta per la leadership.
Si tornerà in aula, per l’escussione dei testi, il 14 febbraio.





