Giudiziaria

Agrigento, prosciolti due medici dall’accusa di omicidio colposo 

La vicenda scaturisce dalla morte in ospedale dell’ottantunenne Carmelo Cimino

Pubblicato 3 settimane fa

Un’assoluzione per non aver commesso il fatto e un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. Si chiude con due proscioglimenti il processo a carico di due medici dell’ospedale San Giovanni di Dio finiti sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Carmelo Cimino, avvenuta il 22 ottobre 2015. Lo ha disposto il giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Miceli: assoluzione per D’Anna, non luogo a procedere per Seminerio. La procura di Agrigento aveva chiesto per ben due volte l’archiviazione sia per Seminerio che per D’Anna ma i familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Daniela Ciancimino e Luigi Ventriglia, si sono opposti. La scorsa estate il gip Francesco Provenzano aveva disposto l’imputazione coatta dei due sanitari, ordinando di fatto al pubblico ministero di chiedere un processo nei loro confronti. 

Cimino si presentò al pronto soccorso dell’ospedale, accompagnato dal figlio, il 2 settembre 2015. Era in uno stato confusionale. Così fu deciso il trasferimento nel reparto di medicina ma le sue condizioni continuarono a peggiorare. Una tac al torace svelò nei giorni successivi una infezione. Il 22 ottobre l’anziano morì al San Giovanni di Dio. All’ex direttore sanitario Seminerio veniva contesta la mancata attivazione del comitato mentre all’ex primario D’Anna veniva contestato il non aver disposto una adeguata terapia dopo aver scoperto l’infezione. 

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