Giudiziaria

Assolto anche in appello l’ex sindaco di Naro, Giuseppe Morello

Ieri con sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo sez. I è stata confermata l’assoluzione già disposta in primo grado per Giuseppe Morello, già sindaco del Comune di Naro. Invero il Morello, difeso dall’Avv. Angela Porcello, era stato assolto con formula piena, in primo grado, in esito a procedimento celebrato con il rito abbreviato, […]

Pubblicato 10 anni fa

Ieri con sentenza emessa dalla Corte di Appello di Palermo sez. I è stata confermata l’assoluzione già disposta in primo grado per Giuseppe Morello, già sindaco del Comune di Naro.

Invero il Morello, difeso dall’Avv. Angela Porcello, era stato assolto con formula piena, in primo grado, in esito a procedimento celebrato con il rito abbreviato, con sentenza emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento Alessandra Vella il 15/4/13.

Avverso  la suddetta sentenza avevano proposto appello sia il Sostituto Procuratore Generale che il Pm presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Agrigento per le ragioni che sono state ieri sostenute in udienza dal procuratore generale Fici, ma la Corte, accogliendo la tesi difensiva ha rigettato gli appelli e confermato la sentenza assolutoria di primo grado, tra 90 giorni la motivazione.

La vicenda che vede imputato il Morello per il reato di abuso di ufficio aggravato, scaturisce dall’avere lo stesso, allora sindaco del Comune di Naro, quindi pubblico ufficiale, agendo in violazione di legge, nominando il 12/6/12 l’avv. Tanina Maniscalchi assessore comunale.

Nomina che secondo l’accusa è intervenuta in violazione dei requisiti richiesti atteso che la stessa era gravata da precedente giudiziario. Ha sostenuto la difesa che tale precedente non rientra tra le previsioni da ritenersi tassative ostative alla nomina di assessore comunale stante la qualifica non rivestita dalla Manicalchi di pubblico ufficiale o esercente pubbliche funzioni, non potendosi qualificare tale un avvocato, non avendo atra l’altro appreso le notizie poi comunicate nell’espletamento della professione nè per ragioni di professione, ed essendo stata esclusa l’aggravante, in sentenza , dell’art. 7 del dl. 152 /91.

Di parere diverso l’accusa per le motivazioni esternate nei due atti di appello proposti e sostenute in udienza.

Si conosceranno tra 90 giorni i motivi per cui è stata confermata l’assoluzione ed è stata rigettata la richiesta di applicazione della pena di anni 1 e mesi 6 la cui applicazione nei confronti del Morello è stata chiesta dal Procuratore Generale.

 

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