Giudiziaria

Corruzione, chiesto processo per Totò Cuffaro; per Romano e Pace si va verso l’archiviazione

Chiesto il processo per l'ex presidente della regione Totò Cuffaro, detenuto agli arresti domiciliari e di altri indagati

Pubblicato 11 ore fa

La Procura di Palermo ha chiesto il processo per l’ex presidente della regione Totò Cuffaro, detenuto agli arresti domiciliari e di altri indagati. L’udienza è fissata per il prossimo 8 maggio davanti al giudice per l’udienza preliminare Ermelinda Marfia. Lo scrive il sito LiveSicilia. Rispetto all’inizio dell’inchiesta molte contestazioni sono venute meno. 

Cuffaro è indagato per corruzione assieme all’ex manager dell’ospedale Villa Sofia, Roberto Colletti, al primario del Trauma center, Antonio Iacono, e allo storico collaboratore del politico democristiano, Vito Raso. Secondo l’accusa, Cuffaro avrebbe avuto in anteprima, grazie a Colletti e a Iacono, quest’ultimo in qualità di presidente della commissione, le prove d’esame per la stabilizzazione degli operatori socio sanitari nell’ospedale di Palermo.

Le prove, contesta la Procura, passarono dalle mani di Vito Raso a quelle dell’ex governatore che le consegnò ad una candidata che andò a trovarlo a casa. In cambio Colletti avrebbe ottenuto, sponsorizzato da Cuffaro, la conferma della nomina a direttore generale dell’ospedale e Iacono la promessa, nel caso in cui avesse voluto concorrere, di essere appoggiato per diventare direttore dell’unità di Anestesia e rianimazione. Iacono non ha mai presentato la domanda. Cuffaro è anche indagato anche per traffico di influenze per l’appalto per il servizio di portierato e ausiliariato dell’Asp di Siracusa assieme a Mauro Marchese e Marco Dammone, ex rappresentante legale ed ex funzionario commerciale della Dussmann Service, allontanati in seguito all’inchiesta.

Le contestazioni iniziali, risalenti al mese di novembre, erano molto più numerose ma poi una serie di ricorsi al Tribunale del riesame e le conseguenti decisioni avevano indotto i pm Andrea Zoppi, coordinato in questo fascicolo dal collega Gianluca De Leo, a concentrare le ipotesi accusatorie su elementi specifici e ritenuti pacifici anche dal riesame. Verso l’archiviazione la posizione del deputato regionale democristiano Carmelo Pace e del parlamentare Saverio Romano, Noi Moderati: l’ufficio inquirente aveva chiesto l’utilizzo delle intercettazioni a suo carico, negato però dalla Camera. Resta in piedi però il filone che vede imputato Mazzola, in concorso con Romano, “per il quale si procede separatamente”.

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