Favara

L’omicidio di Gabriele Vaccaro, ecco perchè il (presunto) assassino non rischia l’ergastolo 

Il “fine pena mai” non esiste nel sistema giudiziario minorile italiano. In Italia l’ergastolo per i minorenni e incostituzionale e non applicabile

Pubblicato 14 ore fa

Le indagini sull’omicidio di Gabriele Vaccaro, il venticinquenne di Favara ucciso con un colpo di cacciavite alla gola a Pavia nella notte tra sabato e domenica, sono appena cominciate. Le responsabilità, così come i contorni dell’intera vicenda, sono ancora da accertare. I commenti, soprattutto sui social, viaggiano veloci e in quasi tutti viene invocata una pena severa per il responsabile. Ma in vista di un eventuale processo a carico del sedicenne egiziano, fermato negli scorsi giorni con l’accusa di aver ucciso Gabriele in un parcheggio, un dato è certo: non potrà mai essere condannato all’ergastolo.

Questo perchè il “fine pena mai” non esiste nel sistema giudiziario minorile italiano. In Italia l’ergastolo per i minorenni e incostituzionale e non applicabile. La Corte Costituzionale ha stabilito che la detenzione a vita contrasta con la finalità rieducativa della pena e la necessità di favorire il recupero del minore. Un altro dato certo è che i familiari della vittima non potranno costituirsi parte civile in un eventuale processo poiché vietato. Le persone offese, per fare valere le proprie pretese risarcitorie, dovranno intentare una causa civile nella quale in ogni caso la sentenza eventualmente emessa dal Tribunale per i Minorenni in sede penale non avrà alcuna efficacia. 

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