“Dichiarazioni taroccate per evadere l’Iva”, 7 imprenditori agrigentini a processo
Al centro dell’inchiesta i conti di alcune società operanti tra Canicattì, Racalmuto e Grotte
Il giudice per l’udienza preliminare, Alberto Lippini, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di sette imprenditori agrigentini accusati di aver alterato le dichiarazioni dei redditi, attraverso fatture e operazioni ritenute fittizie, al fine di evadere l’imposta sui redditi e sul valore aggiunto. Il processo a loro carico si aprirà il prossimo 26 ottobre davanti il giudice Manfredi Coffari.
Sette gli imputati: Vincenzo Russello, 62 anni, di Grotte; Marialucrezia Sottile, 35 anni, di Racalmuto; Filippo Ferraro, 78 anni, di Riesi; Salvatore Di Mattina, 49 anni, di Canicattì; Maurizio Zaffuto, 56 anni, di Grotte; Davide Di Gioia, 48 anni, di Canicattì; Giuseppe Ricottone, 36 anni, di Racalmuto.
Al centro dell’inchiesta i conti di alcune società operanti tra Canicattì, Racalmuto e Grotte. Agli indagati viene contestato l’aver indicato nelle rispettive dichiarazioni dei redditi elementi passivi fittizi per una evasione complessiva che sfiora i tre milioni di euro. Nel mirino degli inquirenti le dichiarazioni dei redditi comprese nel periodo tra il 2016 ed il 2019. Gli imprenditori hanno nominato quali difensori gli avvocati Calogero Meli, Gianfranco Pilato, Gioacchino Mulè, Giuseppe Giardina, Salvatore Pennica, Vincenzo Avanzato.

