Giudiziaria

La maxi rissa al porticciolo di San Leone, 7 minorenni chiedono la messa alla prova 

Al termine dei lavori di pubblica utilità il giudice valuterà il percorso e deciderà se dichiarare il reato estinto

Pubblicato 2 mesi fa



Sette minorenni coinvolti nella maxi rissa al porticciolo turistico di San Leone, una violenta zuffa avvenuta un anno e mezzo fa e divenuta virale dopo la pubblicazione delle immagini sui social, chiedono la messa alla prova. Il gup del tribunale Antonina Pardo ha così sospeso il procedimento per consentire ai ragazzini di svolgere un periodo lavorativo di pubblica utilità. Al termine della prova il giudice valuterà se il percorso intrapreso è stato positivo e chiudere così il procedimento con l’estinzione del reato. Per tutti l’ipotesi di reato contestata è quella di rissa.

Il maxi tafferuglio si è verificato nella notte tra il 3 ed il 4 settembre 2022 all’ingresso del porticciolo turistico di San Leone, ad Agrigento. A fronteggiarsi, per futili motivi, almeno una decina di ragazzini. Non è ancora oggi ben chiara la dinamica che ha portato i gruppi a fronteggiarsi. Secondo una delle prime versioni fornite, si sarebbe trattato di una aggressione nei confronti di una comitiva. La rissa è stata immortalata con uno smartphone ed è divenuta virale poche ore dopo essere stata diffusa sui social.

Sulla vicenda era intervenuto anche il dirigente del Codacons Giuseppe Di Rosa: “Fermateli prima che ci scappi il morto”. I minorenni sono difesi dagli avvocati Salvatore Virgone, Fabio Sardo, Simona Fulco, Francesco Buscaglia, Calogero Raia e Fabio Inglima Modica. 

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