Giudiziaria

“Maxi truffa all’Inps attraverso false assunzioni”, 43 rinvii a giudizio

L’indagine, condotta sul campo dalla Guardia di Finanza, ruota attorno all’azienda agricola di proprietà di un imprenditore di Canicattì

Pubblicato 2 settimane fa

Il gup del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di 43 persone coinvolte in un’inchiesta su una presunta maxi truffa di quasi mezzo milione di euro all’Inps di Caltanissetta attraverso false attestazioni di disponibilità di terreni per quasi due ettari e assunzioni fittizie di braccianti agricoli. 

Il giudice ha invece prosciolto, disponendo il non luogo a procedere, altri 21 imputati: si tratta (per non aver commesso il fatto) di Maria Lo Grasso, 57 anni, di Riesi; Carmela Russo, 43 anni, di Enna; Salvatore Calì, 42 anni, di Enna; Luca Montaperto, 23 anni, di Licata; Costantin Romanescu, 46 anni, della Romania; Calogero Amico, 31 anni, di Caltanissetta; Silvana Lo Forte, 45 anni, di Enna; Valentina Salvaggio, 39 anni, di Enna; Gaspare Andrea Toscano, 39 anni, di Enna; Maria Concetta Patrizia Di Perri, 52 anni, di Enna; Franesco Corvo, 53 anni, di Pietraperzia; Maria Rocca Cava Bongiovanni, 50 anni, di Pietraperzia; Alexandra Havlinova, 52 anni, della Repubblica Ceca; Diego Piazza, 76 anni, di Canicattì. Prosciolti (per intervenuta prescrizione) anche: Rosario Lo Manto, 68 anni, di Canicattì; Piero Daniele, 49 anni, di Canicattì; Tiziana Montagnino, 48 anni, di Canicattì; Lillo Messana, 50 anni, di Canicattì; Salvatore Alioto, 55 anni, di Canicattì;Calogero Buttafuoco, 61 anni, di Sciacca.

A processo finiscono: Eduardo Giardina, 50 anni, di Canicattì; Giuseppe Pecoraro, 41 anni, di Agrigento; Giacomo Di Vincenzo, 56 anni, di Caltanissetta; Piero Daniele, 49 anni, di Canicattì; Angelo La Mendola, 50 anni, di Canicattì; Maria Concetta Capizzi, 45 anni, di Canicattì; Salvatore Casciano, 45 anni, di Canicattì; Giovanni Cucuzza, 47 anni, di Canicattì; Pietro Capizzi, 55 anni, di Canicattì; Giuseppe Timonelli, 33 anni, di Canicattì; Florentina Georgiana Solomon, 29 anni, della Romania; Gioachino Rinallo, 45 anni, di Canicattì; Gaetano Giardina, 35 anni, di Canicattì; Christian Giardina, 33 anni, di Canicattì; Mario Ciccotto, 56 anni, di Grotte; Renato Valentini, 62 anni, di Mezzojuso;; Agostino Brunco, 52 anni, di Canicattì; Antonio Aprile, 56 anni, di Canicattì; Francesco Di Rosa, 43 anni, di Canicattì; Diego Milazzo, 58 anni, di Canicattì; Diego Messina, 59 anni, di Canicattì; Carlo Milazzo, 31 anni, di Canicattì; Emanuele Urso, 27 anni, di Canicattì; Santo Sanguinè, 61 anni, di Canicattì; Luciano Pappalardo, 27 anni, di Mussomeli; Bruno Massaro, 41 anni, di Canicattì; Antonino Milazzo, 34 anni, di Canicattì; Vincenzo Messina, 37 anni, di Canicattì; Diego Aprile, 31 anni, di Canicattì; Salvatore Urso, 61 anni, di Camastra; Antonella Urso, 38 anni, di Naro; Leonardo Condello, 51 anni, di Canicattì; Lusnay Alfonso, 44 anni, di Canicattì; Davide Giuseppe Barresi, 27 anni, di Barrafranca; Gabriela Huma, 47 anni, della Romania; Calogero Massaro, 54 anni, di Canicattì; Giovanni Di Gricoli, 51 anni, di Canicattì; Tonja Drogo, 43 anni, di Canicattì; Maruzio Giorgio, 56 anni, di Canicattì; Giuseppa La Lomia, 38 anni, di Canicattì; Marco Lentini, 37 anni, di Canicattì; Giuseppe Spampinato, 43 anni, di Canicattì; Salvatore Giardina, 61 anni, di Canicattì.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2016 ed il 2019. Al centro della maxi inchiesta, eseguita sul campo dalla Guardia di Finanza, c’è l’azienda agricola dell’imprenditore canicattinese Salvatore Giardina, 61 anni. Secondo l’accusa avrebbe attestato falsamente la disponibilità di quasi due ettari di terreni – destinati al pascolo e alla coltivazione di olive e pesca da tavola – per richiedere la forza lavoro necessaria secondo quanto indicato dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura. I lavoratori assunti, secondo la procura di Agrigento in maniera fittizia, avrebbero poi inoltrato all’istituto di previdenza le richieste di indennità di disoccupazione e dell’assegno per il nucleo familiare provocando all’Inps un danno pari a 484.782,55 euro. 

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